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Lo sciopero a Gringolandia

Continua la nostra rassegna su quelli che, in genere, vengono ritenuti diritti primari e di come questi vengano rispettati negli Stati Uniti.
I gringos su questi diritti fanno battaglie di principio quando si tratta di attaccare politicamente (e magari militarmente…) uno stato che si ribella al loro giogo, stati canaglia e non democratici ci vengono a dire: ma come si comportano loro, che si descrivono come il modello assoluto di democrazia, a casa propria?
I lavoratori statunitensi possono esercitare il diritto di sciopero?
Se per “diritto” di sciopero si intende un diritto legale, una protezione legale, allora la risposta deve essere un “no” quasi assoluto: non esiste a Gringolandia una legge che tuteli lo sciopero.
La legge Taft-Hartley entrata in vigore nel 1947 (e i successivi emendamenti) ha reso illegali gli scioperi dei dipendenti federali, ha messo fuorilegge i picchetti di massa e ogni tentativo di evitare che i crumiri vadano a lavorare al posto degli scioperanti e pure ogni tentativo di impedire alle merci di entrare e di uscire dalla sede dell’impresa.
La Taft-Hartley riduce l’azione di sciopero a una linea di picchetto che viene tollerata finché non arresta davvero lo svolgimento del lavoro.
In pratica sei libero di scioperare nell’unico senso che puoi lasciare il tuo posto di lavoro e vederti sostituito come sei pure libero di scegliere di crepare di fame.
I lavoratori statunitensi hanno continuato a fare scioperi, anche nel passato si sono registrati enormi azioni di massa, ma si è sempre trattato di scioperi non legali.
Sono andati incontro, dunque, alla repressione da parte della polizia, ai licenziamenti di massa, alle ingiunzioni, alle multe, ai pestaggi e alle minacce di tipo mafioso.
Esiste, certo, una possibilità simbolica di sciopero durante le contrattazioni sindacali, ma il sindacato amerikkkano è però una realtà assai diversa da quelli conosciuti in Europa.
Non esiste infatti la possibilità di una contrattazione nazionale, i sindacati hanno una base aziendale (che esiste, quindi, solo se i lavoratori si sono assunti il rischio di richiedere la possibilità di creare la struttura e se l’azienda ha concesso il proprio assenso) e, in genere, sono quelli che dalle nostre parti rappresentano i “sindacati gialli” (il sindacato padronale di servizio).
Quindi, la risposta alla domanda iniziale è che il diritto di sciopero (simbolico) esiste, ma il padrone ha il diritto (questo Sì legalmente riconosciuto, come dicevamo) di sostituire gli scioperanti con i crumiri, quando lo sciopero assume evidentemente caratteri seri e non più simbolici, per continuare la produzione.

M. R.