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Il vaccino degli "altri"

I sacri privilegi

“Con che coscienza la gente salta la fila?” si domandava Draghi qualche giorno fa, riferendosi ai furbetti del vaccino, cioè a quelli che, scaltri e in modo quantomeno immorale, scavallano le cosiddette priorità indicate dal governo in fatto di inoculazioni.
Ovviamente nel nostro sfortunato paese chi sono quelli che scavallano la fila?
Beh, oltre ai soliti noti, amici degli amici, mafiosi, cugini di primo secondo e terzo grado e raccomandati, gli scavallatori sono stati individuati proprio in quelle categorie che la morale dovrebbero, per professione, insegnarla agli altri (almeno a parole). Si tratta di: professori universitari, giudici, avvocati e magistrati, giornalisti e, ovviamente, preti.
Uno dei tanti casi che ha visto coinvolti il clero è avvenuto a Taranto dove un centinaio di prelati è stato vaccinato prima degli altri (dove gli altri sono i “fragili” e gli ultraottantenni), preti giovani e non fragili, sia chiaro, perché quelli che per età ne avevano diritto erano già stati immunizzati (tutti).
La vicenda è interessante dato che, una volta smascherati, la giustificazione addotta da questi salta-turno in tunica nera è stata: “ma la nostra vaccinazione non ha ritardato la campagna vaccinale…”: in Puglia, dove la campagna vaccinale va a rilento e non ci sono abbastanza dosi per tutti, non è un peccato rubare il posto ad una persona fragile tanto non la rallento (più piano di così è impossibile)…
Del resto le chiese praticamente non sono mai state chiuse a differenza dei cinema, dei teatri e delle biblioteche….
Un dubbio, però, ci sorge spontaneo: ma questi figuri all’inizio della pandemia non avevano invitato i fedeli alla preghiera e non avevano assicurato che con le preghiere il virus, potenza divina, sarebbe stato sconfitto?
Voi pregate che Don Abbondio si vaccina. Per non saper né leggere né scrivere.

M.R.