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: Versi all'angolo :
18 maggio 2009 Versi all'angolo
Rubrica di poesia rivoluzionaria, ribelle ed anticonformista
Continua in Perù l'inverno a Nestor Cerpa Cartolini
Una notte d'Aprile una saetta mi trafisse il cuore Abbassai gli occhi in silenzio E tornò in Perù la mia ansia
Perché lì, come una ferita d'improvviso, la tua vita aveva cessato di esistere insieme a quella dei tuoi giovani guerriglieri contadini
Il pescecane giallo, pose il piede sopra il tuo povero corpo e dettò per decreto e con la forza delle iene che la giustizia era fatta e la libertà riconquistata
Percorsi così, ancora una volta la notte nera della tirannia sudamericana Dove i pipistrelli hanno occhi dappertutto e scavan sotterranei come i topi prosperando all'ombra del danaro e delle false democrazie del Mondo Libero
Non una voce si levò alta per difendere il tuo canto di cigno Non ci fu condanna contro la tortura e le tenebre che soffocano ogni giorno in Perù perfino l'aria e la schiuma delle onde
Nel silenzio foste assassinati perché lì tutto appartiene all'impero - rame, cotone, cafetales, zucchero, trujillos, guanacos - E il dollaro governa senza vergogna
Allora, alzo in alto le mani e stringo a forza i denti mentr il dolore più forte mi fa visita
Come se salutassi una colomba...
Dentro sacchi neri - come spazzatura - escono i poveri corpi dall'ambasciata
Ma gli occhi non piangono e la mia voce non singhiozza Così, come nessuna bara accoglierà il pianto delle madri.
In quattordici foste assassinati: chiedevate libertà e dignità per un popolo: una bomba e una pallottola in fronte furon la risposta del tiranno
Comandante Cartolini, insieme a me andranno per sempre i tuoi occhi e le tue parole a ricercar giustizia che i popoli attendono E la tua bandiera crescerà nel vento.
Alberto Scanzi
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