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 Rubrica di poesia rivoluzionaria, ribelle ed anticonformista

 

 

 

"Arrivò una famiglia e disse: Abbiamo le carte

dimostrano che la casa e' nostra.

- No, no, disse il vecchio. Il mio popolo ha sempre vissuto qui,

Mio padre, mio nonno ... e guarda in giardino:

un mio avo lo piantò.[continua]

: movimento :

31 gennaio 2008
Un lutto per i rivoluzionari


In questi giorni, le nostre bandiere sventolano a mezz’asta.



E’ morto, nell’esilio giordano a cui l’avevano costretto gli invasori sionisti, il compagno George Habash, Hakim (il Saggio) della nazione araba come era chiamato e conosciuto dal suo popolo.



Laureatosi in medicina a Beirut, Habash partecipò alla fondazione, nel 1953, del Movimento Nazionalista Arabo.



Agli inizi degli anni sessanta, quando era pediatra ad Amman e si prendeva cura gratuitamente dei poveri, fossero essi giordani o palestinesi, si convinse che la lotta nazionale non poteva essere separata da quella sociale: divenne allora marxista.



Non fu la sola “trasformazione” di questo periodo: la fondazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), un movimento di resistenza che sosteneva la necessità della lotta armata, fece diventare il medico di Lydda, la località palestinese in cui era nato nel 1925 da una famiglia cristiana,  il nemico più temuto ed odiato dall’entità sionista e dai regimi reazionari arabi.



Le azioni del Fronte, ed in particolare il sequestro degli aerei compiuto con la collaborazione militante di altre organizzazioni internazionaliste, procurarono ad Habash le persecuzioni anche del governo giordano, che non esitò a porre una taglia sulla sua testa.



Negli anni settanta ed ottanta, divennero famose le sue battaglie politiche con Arafat, a cui il Fronte rimproverava, fra l’altro, la scelta della sciagurata formula “per la Palestina, due popoli per due Stati”.



Nel 2000, rassegna le sue dimissioni dalla direzione del Fronte Popolare per ragioni di salute e si stabilisce ad Amman, in Giordania.



Dove è morto il 26 gennaio scorso, all’età di 82 anni.



Di lui, dei suoi compagni di lotta, ricorderemo sempre l’impegno internazionalista per una lotta comune dei rivoluzionari, palestinesi e non, contro l’imperialismo americano ed il suo cane da cortile sionista; il rifiuto intransigente di ogni forma di collaborazione con il nemico di classe; la certezza che un giorno la Palestina sarà finalmente libera grazie alla lotta di tutti gli uomini liberi…



Addio, compagno George Habash, combattente internazionalista, Hakim della nazione araba, nemico irriducibile del compromesso, del tradimento, dell’ignoranza, della viltà…


 


di Mara De Paoli della Redazione Esteri



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