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 Rubrica di poesia rivoluzionaria, ribelle ed anticonformista

 

 

 

"Arrivò una famiglia e disse: Abbiamo le carte

dimostrano che la casa e' nostra.

- No, no, disse il vecchio. Il mio popolo ha sempre vissuto qui,

Mio padre, mio nonno ... e guarda in giardino:

un mio avo lo piantò.[continua]

: movimento :

25 settembre 2007
Tania


Perché il ruolo delle donne, nella storia della Rivoluzione (e non soltanto di quella latino-americana),  è sempre stato sottovalutato, per non dire addirittura ignorato?
Perché la storia della Rivoluzione messicana associa il nome della mitica Adelita alle truppe di Pancho Villa, dimenticando il suo ruolo di direzione della rivolta della popolazione di Parral contro l’esercito yankee che aveva invaso il Messico nel 1916?
Perché Juana Azurduy, nell’Alto Perù rebelde del 1810 o Sor Juana Inés de la Cruz nel Siglo de Oro messicano dovettero calzare gli stivali ed indossare vestiti maschili per poter essere prese sul serio?
Perché la guerrigliera Tania è sempre ricordata come “la compagna del Che”?
A lei sono dedicate queste poche righe.
Al suo ricordo.
Alla sua lotta per un mondo senza più veline, letterine, galline, cretine…


 


 


 


Lasciare un ricordo
con il quale posso andarmene,
come fiori che muoiono?
Niente sarà il mio nome un giorno?
Nulla lascerò dietro di me nella terra ?
Almeno fiori, almeno canti.
Come dovrà  operare il mio cuore?
Forse veniamo a vivere invano,
a nascere sulla terra?
---------------------------


Dejar un recuerdo
con que he de irme, cual flores que
fenecen?
Nada será mi nombre alguna vez?
Nada dejaré en pos de mí en la tierra?
Al menos flores, al menos cantos.
Cómo ha de obrar mi corazón?
Acaso en vano venimos a vivir, a
brotar  sobre  la tierra?


 


 


 


Haydée Tamara Bunke Bider, alias "Tania, la guerrigliera del Che Guevara" morì nel corso di una imboscata nel pomeriggio del 31 agosto 1967 (quarant'anni fa), mentre con una colonna di retroguardia stava attraversando in Bolivia il fiume Rio Grande. Un'imboscata preparata accuratamente dai militari boliviani grazie alla delazione di un contadino.


 


Tania  aveva 29 anni ed era nata da genitori tedeschi a Buenos Aires il 19 novembre del 1937, conosceva sei lingue, aveva una buona preparazione in antropologia ed era un'eroina. Era riuscita ad infiltrarsi tra le alte gerarchie dei militari boliviani con un lavoro degno di una Mata Hari.


Nel 1960 conobbe il Che durante un viaggio nella Repubblica Democratica Tedesca. L'anno seguente, a 24 anni, giunse a Cuba dove si inserì nel  Ministero dell' Educazione (MINED), nell'Istituto Cubano di Amicizia con i popoli e nella direzione della federazione delle donne cubane. Si distinse per l'amore che metteva nel lavoro che realizzava guadagnandosi l'affetto, la simpatia e la fiducia di coloro che la conobbero dimostrando un fedele attaccamento alla Rivoluzione.



Dopo un rigoroso allenamento giunse in Bolivia sotto false spoglie verso la fine del 1964, dove riuscì a fare un lavoro  preparatorio di conoscenza diretta  dell'oligarchia militare e creare le condizioni per l'apertura del futuro Fronte guerrigliero voluto dal Che.



Nel  1966 per gli esiti del suo lavoro venne iscritta nel Pcc.
Su incarico del Che, si occupò dell'organizzazione e del collegamento per  preparare i futuri combattenti e condurli nella zona  dove doveva sorgere il primo avamposto  rivoluzionario.



Venne inserita nel gruppo del comandante Vitalio (Vilo) Acuña, conosciuto come Joaquín. Proprio questa colonna cadde in un’imboscata il 31 agosto 1967 e venne distrutta.



Il  cadavere di Tania  fu trascinato dalla corrente del fiume e ritrovato  dai militari boliviani il 6  settembre .
I suoi resti, identificati e trasportati a Cuba nel 1998, riposano in un mausoleo nella città di Santa Clara, assieme a quelli del Che e di altri compagni  di lotta.



I cubani la ricordano con un frammento di poesia che Tania scrisse in un giorno qualunque del 1966, quando era impegnata nella  missione che le sarebbe costata la vita: liberare,  a partire dalla Bolivia, i paesi latinoamericani dalle oligarchie e dal paternalismo borghese.


 


 


A cura di Matteo Sepulveda della Redazione Esteri de Il Buio



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