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 Rubrica di poesia rivoluzionaria, ribelle ed anticonformista

 

 

 

"Arrivò una famiglia e disse: Abbiamo le carte

dimostrano che la casa e' nostra.

- No, no, disse il vecchio. Il mio popolo ha sempre vissuto qui,

Mio padre, mio nonno ... e guarda in giardino:

un mio avo lo piantò.[continua]

: MASS - media :

9 febbraio 2009
Pillole di libri ovvero libri in pillole

Uno dei temi attorno a cui ruotano molti dei dibattiti attuali è quello della famiglia. Un tema di cui abbiamo già avuto modo di occuparci, in questa stessa rubrica. Di famiglia, a proposito e, molto più frequentemente, a sproposito, si è tornato a parlare in tempi recenti trattando la questione delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali e, in giorni ancor più vicini, di aborto e di metodiche anti-concezionali.
Si parla ogni volta, soprattutto da parte della Santa Bottega d’oltretevere, di “difesa della famiglia” in quanto tale, in generale, ma si intende ogni volta e di fatto di difesa della famiglia nucleare, vale a dire di un tipo particolare di famiglia. Nella realtà, che mai o quasi si riflette nei libri sacri e nei manuali del pretume, esiste infatti una grande varietà di forme famigliari, alcune delle quali anche alquanto “strane”.
Non si tratta di aberrazioni, né di fatti innaturali, ma di costruzioni umane, esattamente come la famiglia nucleare. Se quest’ultimo modello di famiglia fosse davvero un dato assoluto e naturale, per quale motivo non è l’unico, e perché mai ostinarsi a cercare in tutti i modi e con tutti i mezzi di imporlo?
Prendiamo la Santa Bottega, questo verminaio di criminali, di bugiardi e di impostori: come si concilia l’esaltazione della famiglia “naturale” con il fatto che Gesù Cristo si dice sia nato in una famiglia quantomeno “anomala”, per intervento del cosiddetto Spirito Santo? Inoltre, sempre secondo i Vangeli, lo stesso Gesù si presenta come colui che è venuto a distruggere i legami famigliari, anziché a difenderli e a conservarli.
Sono venuto con la spada”, dice, per dividere, non per unire. Per dividere i legami che uniscono gli individui alle loro famiglie, al punto che sarà premiato chi abbandonerà i propri fratelli e le proprie sorelle, i propri coniugi e persino i propri genitori. Parole di Cristo, e non di sicuro parole a favore dell’unità, dell’indissolubilità o della sacralità della famiglia.
La Santa Bottega stessa si propone come una “grande famiglia”, al pari delle analoghe organizzazioni mafiose: e non si tratta affatto di quella “famiglia nucleare” che va invece predicando a dispetto della coerenza. Anzi, sembra quasi che si renda conto della fragilità e dell’estrema instabilità del nucleo famigliare, al punto da sostituirne i legami con quelli spirituali e nient’affatto naturali che essa propone.
Alla presunzione di verità della Santa Bottega nel campo della famiglia, si contrappone l’evidenza dei dati empirici. La poligamia, condannata dal pretume, è una realtà impossibile da ignorare, dal momento che gran parte dell’umanità la pratica, seppure con modalità diversa da gruppo a gruppo, da Paese a Paese, da cultura a cultura. La praticavano addirittura i Patriarchi di cui parla l’Antico Testamento, il primo dei due grandi libri comici cari agli imbonitori giudeo-cristiani.
La storia del cristianesimo, da parte sua, conosce momenti in cui la poliginia è stata dichiaratamente ammessa ed esaltata, ad esempio dagli anabattisti di Munster del XVI secolo e dai Mormoni dell’Ottocento e del Novecento. Se si affronta poi la questio in chiave temporale, anche le seconde nozze, dopo un divorzio, danno luogo ad una poligamia (una poligamia “seriale”), anche se, formalmente, Enrico VIII è stato… sei volte monogamo!
La pologamia rischia addirittura di essere resa eterna nel Regno dei Cieli, il luogo in cui tutti credenti ambiscono di andare ma dal quale cercano di tenersi lontano il più a lungo possibile, loro che, agli odiati comunisti, suggerivano di trasferirsi in massa in Unione Sovietica, visto che si trattava del “Paradiso in terra”. La Santa Bottega, infatti, insiste sull’indissolubilità del matrimonio: cosa succede, allora, nella “Vita Eterna”, quando ci sarà il “ricongiungimento delle anime”, prospettiva che già suo tempo aveva fatto inorridire le diverse mogli di Landru?
In realtà, per arrivare alla sostanza del problema, “la realtà è che ognuno definisce barbarie quello che non è nei suoi usi”. Lo dice Montaigne, ed era il Cinquecento.
Per venire a tempi più vicini ai nostri, c’è il guardiano delle greggi di Pessoa a rendere poetico ciò che è persin banale (per tutti, fuorché per pretume e canaglia di contorno varia):

“Vidi che non c’è Natura,
che la Natura non esiste,
che ci sono monti, valli, pianure,
che ci sono piante, fiori, erbe,
che ci sono fiumi e pietre,
ma che non c’è un tutto a cui questo appartenga,
che un insieme reale e vero è una malattia delle nostre idee.
La Natura è parti senza un tutto”.

Ah, stavamo dimenticando: quella che avete fin qui avuto la pazienza e la cortesia di leggere è una sintesi, grossolana e superficiale senz’altro, del libro di Francesco Remotti Contro natura, edito da Laterza nel 2008.da Laterza nel 2008.
Buona lettura del libro e de… IL BUIO!

di P.R.





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