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: Imperialismo :
9 novembre 2009 La nuova religione
“…è del tutto evidente, in base a qualunque ricostruzione storica onesta, che il sionismo politico (da non confondere, ovviamente, né con la religione ebraica né con la cultura ebraica né con la tradizione identitaria del popolo ebraico) è stato ed è tuttora un fenomeno illegittimo di occupazione coloniale e razzista di una terra già occupata, ed occupata da una stragrande maggioranza musulmana insieme a minoranze ebraiche e cristiane (arabi, armeni, ecc.). La dichiarazione di Balfour del 1917 fu un crimine politico, perché prometteva una terra a gruppi di coloni sionisti privi di qualsiasi legittimità storica. Tutta la storia del sionismo, sia prima che dopo il 1948 ed il 1967, è una storia di occupazione coloniale illegittima. Per questa ragione, dal momento che il sionismo era del tutto privo di qualunque legittimità filosofico-politica razionale, l’introduzione del genocidio ebraico 1941-1945 come fattore simbolico per la legittimazione posteriore del sionismo e per l’espulsione genocidi del popolo palestinese dalla sua terra è diventato un fatto ormai accettato dalla stragrande maggioranza dei gruppi intellettuali europei, anche perché chi obietta viene accusato di antisemitismo, e pochi se la sentono di sfidare la canea mediatica e la pressione soffocante degli ambienti sociali in cui si vive. In secondo luogo, fino al triennio 1989-1991 nessuno si sarebbe mai sognato di definire antisemiti i critici del sionismo (da non confondere con i critici sionisti dei cosiddetti eccessi repressivi dei governi israeliani). Si dava per scontato che vi fosse una distinzione di principio fra sionismo ed ebraismo, e non ci fosse coincidenza fra i due termini. Ma dopo la dissoluzione del mai tanto rimpianto katechori, il benemerito comunismo storico novecentesco realmente esistito come forza geopolitica riequilibratrice, si sono rotte le dighe ideologiche prima esistenti, e si è imposto un profilo demenziale e criminale che ha posto una serie di equazioni che poi il circo mediatico ha provveduto a snaturare: antisemitismo=antisionismo=antiamericanismo=complicità con il terrorismo=rifiuto della modernità in quanto tale. Chi accetta questo modello è già morto, anche se sembra che cammini ancora”.
Costanzo Preve
I brani che avete appena finito di leggere sono stralci da Critica dell’ideologia contemporanea, un saggio pubblicato sul periodico Comunismo e Comunità. Il titolo, invece, è nostro.
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