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Il (Contrap)punto 29 maggio 2008 Il (Contrap)punto: al peggio non c'è mai fine
Militare in Rifondazione Comunista non è notoriamente il massimo, nella vita. Anche in quella politica.
Lo dimostrano mediocri come Migliore (figuriamoci se si fosse chiamato Peggiore!?) o guitti da circo come Luxuria e grigi burocrati da “socialismo reale” come Giordano; oppure ancora personaggi indescrivibile ed inclassificabili come Niki Vendola. E via elencando comici, nani, ballerini, saltimbanchi (nel senso di esperti nel saltare da un banco parlamentare all’altro) prestigiatori…
Se ci si sofferma poi a riflettere sul fatto che l’alternativa, in questa vera e propria compagnia di giro, era il compagno Ferrando, uno che non sarebbe capace di diventare direttore della bocciofila del suo quartiere neanche se ne fosse l’unico iscritto, allora si capisce bene che non c’è proprio da meravigliarsi se, alla fine, è venuto a mancare anche il pubblico più affezionato, quello che si ostinava a pagare il biglietto per uno spettacolo che divertiva solo i vecchi rimbambiti dalla partecipazione alle “scuole di partito-Togliatti” o le maestrine cattoliche travestite da pasionarie.
Eppure, nonostante l’agonia, Rifondazione Comunista è riuscita nell’impossibile impresa di dare una nuova prova (ma auguriamoci che sia proprio l’ultima, quella definitiva) della propria inutilità, per non voler essere più severi…
Ce l’ha fornita Sansonetti, il direttore del quotidiano semi-clandestino Liberazione, uno che ha, con il giornalismo e con la penna, lo stesso grado di incompatibilità che ha Andreotti con l’onestà. O D’Alema con il comunismo.
E’ sua infatti la strabiliante proposta di concedere la grazia (ad Ocalan, il leader kurdo consegnato dal rifondarolo Mantovani ai boia fascisti turchi, suggerite voi? No, avete sbagliato! Ai prigionieri politici, allora, cercate di rimediare di nuovo voi? No, sbagliato di nuovo…!)… alla Franzoni, vale a dire alla tizia condannata per aver fatto polpette della testa del figlioletto, forse in un accesso di “comunismo cannibalesco”, considerata la proverbiale preferenza dei “bolscevichi” per i bambini!
In caso contrario, Rifondazione scenderà in piazza e promuoverà lotte sempre più dure (è vero: Sansonetti, al riguardo, tace. Ma come dicono quelli del suo ambiente, gli inventori degli ossimori alla “convergenze parallele”, il suo “silenzio è eloquente”).
La minaccia, oltretutto, non si esaurisce qui.
L’ultima, la più temibile e sconvolgente, è che, in caso di mancato accoglimento della richiesta, ad inondare le strade saranno, negli intervalli fra un concerto e l’altro, le masse “popolari” controllate dal Leoncavallo e che, a guidarle, sarà ancora una volta il compagno betullino-Farina, uno che comunque, quando la lotta si fa dura, non scorda mai di essere fatto di ricotta (oltre che “fatto” di cannabis, naturalmente…).
di Eugenio Colombo
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