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Vieni avanti, cretino!

Rubrica periodica

Il Cretino di oggi non si presenta da solo, bensì in compagnia. Di due altri Cretini, di serie B. Rispetto a lui, che è un Cretino noto a tutti gli affezionati lettori de Il Corriere per la pretesa, assolutamente rivendicata ed esibita con scarso senso del ridicolo, di spaziare un po’ in tutti campi dello scibile. Con gli stessi effetti del fu-Montanelli pennivendolo, storico e politico da negozio di barbiere e da bar di paese. Ma lasciamo la parola a Lui, a Sergio Romano, uno che sta alla Storia ed alla Serietà come Berlusconi sta ai voti di castità e di povertà.…Che Guevara. Era coraggioso, ma incostante, politicamente instabile, soggetto a crisi umorali, capace di azioni inutilmente crudeli. Il suo tentativo di provocare una grande rivolta contadina nell’intero continente latino-americano fu un clamoroso esempio di ignoranza politica. La sua avventura boliviana fu una iniziativa donchisciottesca. Il suo volto domina ancora la Piazza della Rivoluzione, nel centro dell’Avana, e può dare la sensazione che il Che sia sempre il nume tutelare del regime. Ma Castro fu felice di sbarazzarsi di un compagno ingombrante ed imprevedibile. Il suo volto sulle magliette è soltanto folclore rivoluzionario e il suo mito in alcuni ambienti giovanili mi sembra una infatuazione politicamente diseducativa”. Sergio Romano, in Il Corriere della sera del 25 settembre, pag.40. Il tempo di riprendervi dall’alluvione di puttanate dell’ex ambasciatore che ha preferito esibire pubblicamente la propria miseria morale ed intellettuale sulle pagine di un fogliaccio per piccolo-borghesi pseudo-colti anzichè tenerle celate nelle stanze di una sede diplomatica, ed eccovi gli altri due Cretini di oggi. Alle loro Cretinate vi lasciamo senz’altro, compiangendovi fin d’ora per la sorte che vi attende. “I 400 chilometri di catena umana dalla Catalogna sono solo l’inizio. La Padania verrà perché i grandi popoli sono in marcia. E riprenderemo anche il rito dell’ampolla! Renzo? Ha una piccola trattoria vicino a Gemonio…”. Umberto Bossi, leader (anzi, làder) della Lega Nord, 14 settembre 2013. “Quando noi, alle elezioni 2008, dicevamo che votavamo PD, nessuno ci prendeva in giro, si aveva l’impressione di fare qualcosa… di cool, di fico, di moda. Poi c’è il tema, ma si dice ‘figo’ o ‘fico’? Vabbé, riprendiamo il ragionamento”. Matteo Renzi, sindaco di Firenze del PD, 15 settembre 2013.