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Niente pace, con il Sionismo

C’è speranza per una pacifica soluzione al lungo e amaro conflitto Israelo-Palestinese?

In quanto Palestinese che è vissuto sotto il giogo dell’occupazione militare israeliana per 39 anni e che ha perso tre zii innocenti per le pallottole dell’occupazione, non dovrei avere problemi a paragonare Israele con la Germania nazista.

E’ vero che Israele non ha introdotto camere a gas nelle città e nei villaggi palestinesi. Ma Israele ha continuamente ucciso e tormentato Palestinesi in una varietà di modi che, per la loro malvagità e brutalità, non differiscono, nella sostanza, dal comportamento nazista.
Inoltre, è di grande importanza ricordare che l’olocausto tedesco non iniziò con Auschwitz e Bergen Belsen, ma piuttosto con un’idea, con un libro e con la Notte dei Cristalli. Vale a dire con il genere di cose che sono così presenti nell’immaginario collettivo di Israele dal momento che la società ebraica israeliana continua la propria inarrestabile deriva verso un fascismo religioso e sciovinista.

Non si tratta del cosiddetto sionismo “di sinistra”,  che cederebbe terreno al sionismo religioso, come qualche apologeta filo-israeliano sostiene: non esiste infatti nessun sionismo “di sinistra” o sionismo “democratico”. Queste sono solo contraddizioni in termini!
Il sionismo, ci spiegano, riguarda la “costruzione di un focolare nazionale per gli Ebrei”.

Ma per milioni delle sue vittime, il sionismo riguarda  l’espulsione della gran massa del popolo palestinese dalla sua patria ancestrale e la sua conseguente dispersione  per i quattro angoli del mondo, per mezzo di terrore e violenza organizzata.
Questo è il lato del sionismo che gran parte dell’Occidente non vuole guardare.

In effetti, fin dall’inizio, il sionismo ha guardato alla Palestina come una “terra senza popolo per un popolo senza terra”. Questa falsa e arrogante negazione dell’esistenza stessa del mio popolo non aveva origine nell’”ignoranza della realtà”. Era piuttosto un’espressione di violento e virulento razzismo, molto simile a quello dei barbari Europei Bianchi che sterminarono sei milioni di nativi Indiani d’America e chiamarono il genocidio “Destino Manifesto”.

I sionisti sapevano benissimo che la Palestina era popolata da centinaia di migliaia di Cristiani e Musulmani. Nel 1898, una delegazione sionista in visita in Palestina per verificare la fattibilità di uno Stato Ebraico in quei luoghi, inviò un conciso telegramma che riassumeva la situazione: “La sposa è bellissima, ma ha già un altro marito”.
Ciò nonostante, il movimento sionista insisteva in maniera inflessibile sul proprio progetto di prendersi la sposa strappandola al suo marito legittimo.

Si trattava di un evidente atto di stupro,. Ed è ancora un atto di stupro, e sarà sempre un atto di stupro, non importa quanto siano celebrati gli ideatori del mito, e quanto il mito sia glorificato.
Di fatto, il definitivo, ma non dichiarato, obiettivo di Israele rimane l’espulsione della maggior parte dei Palestinesi dall’area che si estende dal Fiume Giordano al Mar Mediterraneo.

Così, i membri della Knesset e gli esponenti del governo sionista invocano il “trasferimento” dei Palestinesi, non solo dalla West Bank, Gaza e Gerusalemme, ma da Israele stesso.
“Trasferimento” non è un termine innocente. E’ solo un eufemismo per genocidio, almeno un parziale genocidio, dal momento che è quasi impossibile effettuare la rimozione in blocco e la pulizia etnica di milioni di persone dalla loro madrepatria senza ricorrere all’assassinio di massa e al terrore di massa.

Non era questo, in fondo, il metodo usato con generosità dalle legioni sioniste per forzare la gran massa del popolo palestinese a fuggire dalla loro città e villaggi nel 1948?
Menachem Begin, nel suo libro “La Rivolta”, non definì il massacro di Deir Yassin come “un miracolo”, perché aveva fatto fuggire centinaia di migliaia di Palestinesi atterriti?

E’ imperativo chiamare zappa una zappa, specialmente quando siamo nelle mani dei nostri becchini. I sionisti possono essere paragonati ai nazisti perché le loro azioni sono comparabili e simili ad azioni e comportamenti nazisti.

Perché, come i nazisti hanno cercato di cancellare gli Ebrei come popolo, i sionisti hanno cercato e cercano di cancellare i Palestinesi come popolo. Questo è più di quanto Golda intendeva quando diceva: “Quali Palestinesi?”, o come qualche dirigente israeliano si riferisce sprezzantemente a noi chiamandoci i “Senza Terra”. La sistematica distruzione di circa 460 città e villaggi palestinesi da parte di Israele (1948-52) era un atto nazista al livello più puro. Incorporava un totale disprezzo e una totale negazione dell’”altro”, su nessun’altra base se non il fatto che le vittime erano non ebraiche.

Questo modus operandi di odioso razzismo e terrore rimane la politica centrale di Israele verso il popolo palestinese. Non c’è prova più chiara degli intenti maligni di Israele che la costruzione intensiva di centinaia di insediamenti per soli Ebrei sulla terra occupata. Si, tutto qui è “solo per gli Ebrei”: insediamenti solo per gli Ebrei, strade per soli Ebrei, piscine per soli Ebrei, persino diritti per soli Ebrei, dal momento che i non-Ebrei sono visti da un numero crescente di Ebrei Israeliani come figli di un Dio minore, se non come semplici animali.

Ed ora abbiano questo maledetto muro gigantesco il cui obiettivo dichiarato è impedire ai guerriglieri palestinesi di infiltrarsi in Israele, mentre il suo vero scopo è ritagliare e rubare altra terra palestinese.
Nel 2004, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja sentenziò che il Muro era illegale e che doveva essere smantellato. Da parte sua, Israele, sostenuto dal suo alleato-protettore americano, ha arrogantemente sfidato la sentenza ed implicitamente accusato la corte ed i suoi giudici di “anti-semitismo”.

In aggiunta agli insediamenti, abitati dagli Ebrei più razzisti e violenti del mondo, Israele ha sempre cercato di rendere la vita dei Palestinesi così insopportabile da costringerli ad emigrare.
Per portare ad effetto questo terribile obiettivo, i successivi governi israeliani (Labour, Likud, eccetera) hanno usato ogni concepibile trucco legale, compresa l’introduzione di un sistema doppio di giustizia, uno liberale per gli Ebrei ed uno assai duro per i non-Ebrei.
Un’espressione di questa apartheid giudiziaria è l’incarcerazione senza termini di migliaia di attivisti palestinesi, studenti, professionisti, e professori universitari, così come di politici, inclusi parlamentari e membri di governo, senza accusa formale o processo. (Dal 1967, Israele ha arrestato oltre 800.000 Palestinesi).

Quando il notoriamente insidioso sistema di repressione istituzionalizzato non riuscì a costringere un gran numero di Palestinesi ad emigrare, Israele ricorse sfacciatamente alla violenza terrorizzando ed uccidendo i Palestinesi alla più piccola “provocazione”: più o meno come gli uomini di Hitler fecero in tutta l’Europa occupata dai nazisti più di sessanta anni fa.
Non c’è bisogno di dire che i raid e le incursioni di “pacificazione” da parte di Israele hanno ucciso molte donne e bambini, hanno distrutto case, polverizzato fattorie, divelto arredi, strade e infrastrutture con i bulldozer. In breve, ogni crimine concepibile è commesso da questa entità nazistoide, con il pretesto della “lotta al terrorismo”. E molti dei media occidentali ripetono a pappagallo la versione israeliana, come se i portavoce dell’esercito israeliano fossero la pietra di paragone della verità ed onestà!
Quando gli Ebrei (o chiunque altro) si comportano come nazisti, dovrebbero essere paragonati ai nazisti: in realtà, un paese che manda i suoi cacciabombardieri F16 a gettare bombe da una tonnellata sui condomini nel cuore della notte, quando donne e bambini stanno dormendo, non è moralmente così lontano dalla mentalità della Gestapo!
E un esercito i cui soldati uccidono con ilarità e divertimento bambini che vanno a scuola e, dopo, verificano l’uccisione svuotando altre venti pallottole nella testa del bambino, come è accaduto con Iman al Hamas a Rafah quasi tre anni fa,  non stiamo più parlando di un esercito di professionisti, ma di un esercito di banditi, gangster, e comuni criminali. E’ un esercito che differisce assai poco dalla Wehrmacht!

Sì, gli attentatori suicidi palestinesi hanno compiuto attacchi contro civili israeliani ed ucciso molti Israeliani innocenti, spesso come rappresaglia per l’uccisione di bambini palestinesi da parte dell’esercito israeliano e di coloni paramilitari ebrei.
Israele, però, non può spingere i Palestinesi al limite dello sterminio fisico e della morte nazionale e al tempo stesso gridare: “Hamas, terrore, attentati suicidi”.

Il poeta americano Auden scrisse:
Io e il pubblico sappiamo,
ciò che tutti gli scolari imparano,
quelli a cui si fa del male,
faranno del male in contraccambio.
In realtà, cosa farebbe qualunque popolo dopo 59 anni di oppressione nazistoide che trascende la realtà? Cosa farebbe ogni popolo se fosse forzato a scegliere tra la morte al mattatoio ebraico e la morte come attentatore suicida?

Israele afferma di non uccidere bambini o civili palestinesi deliberatamente. Si tratta di un’enorme menzogna. Gli errori accadono una volta, due volte, dieci volte. Ma quando l’uccisione di civili accade quasi ogni giorno ci troviamo di fronte ad una politica. In ultima analisi, uccidere consapevolmente è uccidere deliberatamente.
Oggi Israele, come la Gestapo fece con gli abitanti del Ghetto di Varsavia, sta impedendo a milioni di Palestinesi di accedere al cibo e al lavoro. A Gaza, Israele, dietro il pretesto di liberare un soldato israeliano catturato, ha bombardato e distrutto la maggior parte delle infrastrutture, compreso scuole, collegi, le strade, i ponti, le opere pie, e migliaia di case. Israele ha anche distrutto la sola centrale elettrica di Gaza, costringendo 1,4 milioni di abitanti della città a vivere in totale o parziale oscurità.
Questo è lo stesso Israele il cui esercito ha appena distrutto gran parte del Libano e gettato un milione e mezzo di cluster bomb in tutto il Libano del Sud.

Bene, un milione e mezzo di bombe possono uccidere almeno un milione e mezzo di bambini.
Io so che gli apologeti di Israele, compreso alcuni che dichiarano di seguire nobili tradizioni di sinistra, sono tentati di creare una certa simmetria morale tra Israele e i Palestinesi.

Ma in tutta onestà, uno potrebbe chiedere che simmetria c’è tra lo stupratore e la sua vittima, tra l’occupante e l’occupato, tra il fanatico colono armato e il terrorizzato contadino palestinese che deve fare affidamento su volontari pacifisti occidentali per essere protetto dal vandalismo e la ferocia del colono?

C’è speranza per una pacifica soluzione a questo lungo e amaro conflitto?
Certamente c’è, e consiste nello smantellare il sionismo e nel creare un unitario, civile, democratico stato Israelo-Palestinese, dove Ebrei ed Arabi vivano come pari cittadini, come molti Ebrei ed Arabi vivono in Europa oggi.
Io dico che il sionismo dovrebbe essere dissolto perché il concetto di “stato ebraico” implica necessariamente razzismo contro i non ebrei.

Khalid Amayreh, Al Khalil

Questo articolo, modificato nel titolo ed in alcuni punti del tutto secondari, è tratto dal sito web www.tlaxcala.es

pubblicato il 14 dicembre 2006