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Gli invasori evasori

L’Italia, lo sanno tutti in tutto il mondo, è un Paese di evasori fiscali. Anzi, per certi versi, la patria per eccellenza degli evasori fiscali. Anche perché in quale altra parte sono “eroi nazionali” noti evasori come Valentino Rossi, il rospo motociclista, o il defunto Luciano Pavarotti, per tacere dello stesso presidente del Consiglio, quel Superviagra di Arcore che contende a Vallanzasca il primato delle evasioni, anche se, nel caso del Nanetto lombardo solo di evasioni fiscali si tratta?!
Gli evasori fiscali sono, è arcinoto, quelli che non pagano le tasse. Tasse che sarebbero tenuti a pagare. Innanzitutto dalla legge di uno Stato che si servirebbe proprio della tassazione per finanziare la spesa pubblica. E ciò benché i sostenitori di questa teoria largamente maggioritaria,  non siano in grado di spiegare perché mai il Governo attuale e quelli che l’hanno preceduto, aumentino le tasse e, contemporaneamente, taglino la spesa sociale. Ma pazienza: andiamo oltre.
In Italia, c’è anche una categoria particolare. Che comprende coloro che, sembra incredibile ma è vero!, è esente… da ogni tipo di tassa. Si tratta di una popolazione di circa trentamila persone che paga le bollette della luce al netto delle imposte; che fa il pieno di benzina con un risparmio di oltre sessanta euro ogni cento litri; che è esente dall’imposta di bollo e che non paga affatto la tassa di circolazione delle auto. E non si tratta di evasori, né dei soliti bottegai leghisti o degli altrettanto noti e famigerati grandi industriali “alla Berlusconi” e banda al séguito.
Gli interessati sono infatti i militari USA residenti nel nostro Paese con le loro famiglie.
In base agli accordi bilaterali fra Italia ed USA, oltre che alle intese in ambito NATO, i comandi militari ed i 13 mila soldati delle forze armate statunitensi in servizio alla base navale di Napoli, alla caserma Ederle di Vicenza, agli aeroporti di Sigonella, Aviano (1) e Ghedi (2) e nelle decine di altre installazioni disseminate per il Paese godono infatti di un regime (anche) fiscale privilegiato.
E’ il “contributo italiano” alla “difesa comune” (difesa da chi?). Infatti, quando un militare gringo viene assegnato ad una base in territorio italiano, all’arrivo riceve una lunga serie di indicazioni, fra le quali spicca una  (relativamente lunga) lista delle esenzioni fiscali. Che comprende, fra l’altro, l’IVA per ogni tipo di acquisto, servizio o contratto, le accise sui carburanti e sui consumi di elettricità, i tassi doganali, la tassa di sbarco e di imbarco delle merci trasportate per via aerea e marittima, la tassa sulla circolazione dei veicoli, l’imposta di registro, quella di bollo e via esentando.
I risparmi interessano anche i comandi militari che estendono sul nostro territorio nazionale, secondo dati del 2010 forniti dal Dipartimento della Difesa USA,  per quasi due milioni di metri-quadri.
Oggi, con la crescita delle imposte e dei prezzi, si può legittimamente ipotizzare che il peso dei militari statunitensi sulle finanze pubbliche dl nostro Paese superi la cifra di 500 milioni di euro ogni anno!
Così, i gringos invasori perché vincitori della Seconda guerra mondiale, oltre ad utilizzare servizi come la manutenzione delle strade, la nettezza urbana e l’illuminazione senza pagare un euro, possono persino risparmiare più del sessanta per cento sul carburante, mentre gli Italiani sono tenuti a pagare accise ed IVA, con una spesa, per ogni litro di benzina verde, di quasi 1,759 euro.
Un calcolo preciso di quanto ci costano i gringos è stato fornito, qualche anno fa, dall’ex sindaco de La Maddalena, la cittadina sarda che per decenni ha ospitato la base dei sottomarini nucleare USA.
Dallo studio da lui compiuto emerge che “in venticinque anni si è cumulato un disavanzo economico pari quasi a 45 miliardi di lire (valuta dell’epoca, ndr). Una perdita annuale di 928mila euro (valuta attuale, ndr)”.
Un esempio. Un esempio piccolo, certo, ma significativo.
In definitiva, resta (retoricamente, ahimé!) da chiedersi perché l’opinione pubblica del Paese di Valentino Rossi, di Luciano Pavarotti, di Silvio Berlusconi e di milioni di altri loschi figuri simili a loro reclamino ipocritamente (e scandalosamente) la galera per gli evasori fiscali ma mai l’uscita dell’Italia dalla NATO. O meglio: l’uscita della NATO dall’Italia.

(1) Aviano è l’unica base aerea statunitense a sud delle Alpi. Ad Aviano, che ha fornito appoggio all’aggressione NATO contro la Jugoslavia avviata e sostenuta dal governo del “compagno” D’Alema nel 1999, sono custodite le tattiche bombe B-61.

(2) Ghedi, in Lombardia, è la seconda base aerea che ospita bombe nucleari.

Luca Ariano