Canale Video


Calendario

Luglio 2019
L M M G V S D
« Giu    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Archivio Articoli

Un paese di spioni

“…le inaudite rivelazioni di Edward Snowden (l’ex CIA passato, proprio come Osama Bin Laden, dal libro paga dei servizi segreti yankees alla lista-nera dei Nemici Pubblici della democrazia, ndr.) sulla sorveglianza orwelliana delle nostre comunicazioni accusano direttamente gli Stati Uniti, paese una volta considerato ‘la patria della libertà’. A quanto pare, dal momento dell’entrata in vigore nel 2001 della legge chiamata ‘Patriot Act’, quel paese è finito. Lo stesso presidente Barack Obama ha ammesso: ‘Non si può avere il 100 per cento della sicurezza e il 100 per cento della privacy”.
Fin qui Ignazio Ramonet, che citiamo dalla prima pagina de Il Manifesto del 13 luglio scorso.
Che lo Stato-canaglia per eccellenza fosse uno stato di polizia, per la verità, non c’era bisogno ce lo dicesse il giornalista francese. Lo sapevamo, in pratica, da sempre, non foss’altro perché un modo di produzione (quello capitalistico) fondato sulla sfruttamento della forza-lavoro ridotta a merce non può sopravvivere senza tenere in ogni momento sotto controllo una classe oppressa e sfruttata, dunque, in quanto e perché tale, potenzialmente eversiva.
Comunque sia, le conferme a tesi vecchie  ormai di secoli sono sempre le benvenute, soprattutto se e quando arrivano dalla parte opposta della barricata su cui, noi de IL BUIO, ci siamo da tempo collocati.
L’ultima conferma in ordine di tempo della natura sbirresca, antidemocratica e totalitaria viene dal quotidiano yankee The Daily. Il quale ha pubblicato la notizia che, negli US(S)A, le aziende di trasporti stanno silenziosamente installando sugli autobus sistemi di sorveglianza basati su microfoni. Allo scopo di registrare e conservare conversazioni private. Per il momento, l’iniziativa ha interessato solo alcune città, fra cui Columbus. Baltimora, San Francisco ed altre ancora.
Il sistema di spionaggio usa cavi o wi-fi per abbinare le conversazioni audio con le immagini delle telecamere e produrre registrazioni sincronizzate. Audio e video possono essere monitorati in tempo reale, oppure conservati in scatole nere. In ogni autobus, sono installate da quattro a sei telecamere con microfoni. In base a contratti ciascuno dei quali pare arrivi a costare qualcosa come sei milioni di dollari.
Soldi spesi, naturalmente, in nome della Democrazia, della Pace, della Libertà e, soprattutto, del Diritto dei vecchi, dei ragazzini e degli immigrati, per citare solo alcune categorie prese di mira, di parlare di calcio, o dell’aumento del costo della vita, o dell’ennesimo delitto di Stato a sfondo razziale, o delle cure per la pressione, o del rendimento scolastico, o di qualunque altro argomento vogliate, senza essere considerati “potenziali terroristi”. E cioè esponenti, agenti o dipendenti dello Stato.

Luca Ariano