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Nostalgia d'altri tempi

In Ungheria, l’ex repubblica “popolare” travolta dal crollo dei Paesi del sedicente “campo socialista”, nell’indifferenza generale o quasi, il premier Victor Orban sta cancellando diritti che sembravano acquisiti ed assolutamente garantiti. Diritti per così dire ereditati dagli anni di una Repubblica “popolare” cancellata dalle carte geopolitiche dell’epoca senza che neppure uno degli operai in difesa dei cui interessi essa era stata instaurata muovesse un dito o accennasse ad una anche minima resistenza.
Questa volta, invece, ultimi in ordine di tempo a protestare sono stati gli… insegnanti. Non proprio dei proletari, per dirla tutta.
Un decreto del Governo, infatti, li obbliga ad iscriversi all’Ordine professionale e mette al primo posto la fedeltà alla Costituzione (voluta, introdotta ed approvata da Orban e dal suo Esecutivo di servi della Comunità Europea e degli USA, oltre che di ex-comunisti pentiti).
Una Commissione “etica” fissa e commina sanzioni per chi non risponde ai requisiti richiesti.
Un traguardo, quello che l’attuale Governo si propone di tagliare vittoriosamente, che neppure la Germania, ai tempi della “lotta contro il terrorismo” (leggi: contro la guerriglia urbana) fu in grado di raggiungere.
Che, in fondo, in Ungheria si stesse “meglio” quando si stava peggio”?

Luca Ariano