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Sionisti in SEL(la)

Per la neo eletta presidentessa della Camera dei deputati, Laura Boldrini, nutriamo una spontanea inclinazione. Un’inclinazione, non un’attrazione, né tantomeno una simpatia, sia chiaro. Il motivo? Ci affascina l’aria da (finta) fatina, da (finta) prima-della-classe di questa (vera) streghetta, da (vera) ripetente, di questa pseudo-compagna emersa non si sa perché e non si sa quando da quello stagno, in cui imputridiscono da sempre opportunisti, sicofanti ed incapaci, che è SEL, la stampella insicura e traballante degli ex-picisti scopertisi alla fine neo-democristiani.
L’ultima “impresa” della Nostra è di qualche giorno fa.
E, alla faccia del “rinnovamento politico” promesso dagli zerbini di Nichi Vendola, riproduce e ripropone la solita politica complice del Governo italiota nei confronti dell’entità sionista autodenominatasi “Israele”.
E’ di qualche giorno fa, dicevamo, l’incontro fra la presidentessa della Camera, la “compagna” Boldrini, e l’ambasciatore sionista a Roma, Naor Gilon.
Nel comunicato finale, la “compagna Laura” auspica il “rafforzamento delle relazioni fra Italia ed Israele”, il rafforzamento cioè dei rapporti fra una Repubblica figlia della Resistenza antifascista ed uno Stato razzista, militarista, confessionale che da oltre sessant’anni opprime un intero popolo, viola sistematicamente il diritto internazionale ed applica politiche terroristiche e criminali tanto nei confronti degli oppositori interni quanto nei confronti dei palestinesi in lotta per la loro libertà, per la loro patria e per i loro diritti, peraltro garantiti dalla Storia.
Com’era affatto prevedibile, la “compagna Laura” ha fatto scena muta; è rimasta cioè del tutto in silenzio, lei che ha sempre cercato di accreditarsi come paladina dei diritti dei popoli oppressi e sfruttati di fronte ai quotidiani crimini compiuti dall’entità sionista all’interno dei territori occupati, e non soltanto di quelli.
Anzi: non ha perso l’occasione per soffermarsi su presunti “pericoli di antisemitismo”, e per auspicare addirittura “ proposte di modifiche legislative che inaspriscano le sanzioni contro chi predica l’odio e l’intolleranza”, Contro cioè, tradotto dal politichese, chi si permette di criticare l’entità sionista e la sua politica colonizzatrice.
Se questo è il modo di rinnovare la politica delle donne, ed in particolare delle donne-compagne, ridateci sùbito Terzi, ridateci, se volete, persino Andreotti: il “nuovo che avanza” puzza troppo di rancido “vecchio che sembrava (ai gonzi ed agli stupidotti) indietreggiare”…

Luca Ariano