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Vieni avanti, cretino!

Rubrica periodica

Questo articolo è stato scritto prima del turno elettorale del 24-25 febbraio scorso.
Lo pubblichiamo perché siamo convinti che non abbia perso affatto la sua attualità.
E cioè anche e soprattutto perché il protagonista delle Rubrica cretino era prima delle elezioni e cretino continua e continuerà ad essere anche dopo le elezioni.

A marzo torna il vecchio Intervallo della TV.
Così si potranno contare le pecore senza bisogno delle elezioni.

Nonostante la crisi, 80 mila spettatori al Meazza per Milan-Barcellona.
Grazie ai biglietti offerti dalla Caritas.

Il Cretino di oggi è un cretino famoso. “Di successo”, verrebbe da aggiungere. Nonostante l’Italia sia un Paese in cui è molto più facile raggiungere il successo esibendosi in mutande che indossando il camice.
Di chi stiamo parlando? Ah, sì, i cretini sono tanti, tantissimi, qui da  noi (ma non solo da noi) ed è quindi necessario svelare subito  il mistero. Facendo il nome di Gigi Buffon, il portiere della Juventus, la squadra-giocattolo personale dei proprietari della FIAT, ed in particolare dell’evasore fiscale, oggi defunto, Gianni Agnelli. Uno che, come il ridicolo Oscar Giannino, millantava una laurea (in legge) che non aveva mai ottenuto.
Buffon è da sempre un poveraccio “di talento” che non ha mai nascosto le sue simpatie per l’estrema destra (non abbiamo usato volutamente il termine idee perché, per uno così, le idee sono ciò che un film in 3D è per un cavernicolo: qualcosa di totalmente sconosciuto).
Tornando a Buffon: cos’ha combinato, questa volta?
Ha telefonato a Baccalà-Monti, questo sex-symbol per donne alla Rosy Bindi e, giusto perché lo si sapesse in giro, ha raddoppiato spedendo una e-mail in cui non esita a schierarsi dalla parte del presidente del Consiglio dimissionario. E cioè dello stragista di posti di lavoro e di redditi  popolari, il guerrafondaio amico dei banchieri e servo degli Usraeliani. Fra l’altro.
“Mario Monti ha il mio appoggio totale e incondizionato (addirittura!, ndr), fondato sulla sua figura.
Ho la certezza che ci sia al comando un uomo tutto d’un pezzo (figuriamoci se non è tutto d’un pezzo uno stoccafisso!, ndr), una persona seria, affidabile, preparata e raziocinante” (citato in La Gazzetta dello Sport del 16 febbraio).
Dopo una dichiarazione di sostegno ed affetto così esplicita e disgustosamente servile (vizio che, per la verità, è tutt’altro che insolito fra i giocatori della Juventus), occorrono commenti?
Forse uno solo, peraltro scontato: Buffon nomen omen!

P.R.