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Armi da guerra contro armi giocattolo?

Elogio al razzo palestinese

Durante l’ultimo tentativo di aggressione da parte israeliana contro la resistenza palestinese di Gaza sono stati sparati, dalla striscia contro gli insediamenti sionisti, circa un migliaio di razzi; di questo migliaio più della metà sono stati intercettati dai sistemi di difesa antimissile di cui l’esercito di David, probabilmente grazie al contribuente amerikkkano, si è dotato. Molti di quelli passati attraverso lo scudo non hanno centrato alcun bersaglio, pochi hanno colpito obiettivi, però arrivando anche a Tel Aviv.
Apparentemente trattasi, per questi costosi sistemi di “difesa”, di un successo.
Peccato che…
Da buoni imperialisti i sionisti concepiscono il conflitto armato come uno strumento attraverso il quale si debba arrivare alla eliminazione di qualsiasi forma di resistenza, armata e non, e all’asservimento della popolazione palestinese, se non, peggio, alla sua distruzione.
Gli israeliani quando colpiscono Gaza non solo sparano sui miliziani palestinesi, ma terrorizzano e massacrano i civili, colpiscono le infrastrutture civili e militari, devastano gli acquedotti, colpiscono musei e televisioni, bruciano case e ospedali. Il tutto deve accadere nella più totale impunità.
Un razzo palestinese è un congegno apparentemente misero, varrà economicamente cento volte in meno di quel missile sparato nel tentativo di intercettarlo ed abbatterlo; si tratta di uno strumento artigianale, di un razzo modificato da abili mani e depotenziato per percorrere più strada fino, magari,a  raggiungere la capitale avversaria. Più che danni esso provocherà forti spaventi in gente abituata ormai, come dicevamo, alla totale impunità.
Quel razzo palestinese, però, quello che riesce a superare le maglie strette della difesa antimissile, che si dirige senza guida nella direzione in cui, si suppone, vi si possa trovare il nemico, che si fa beffe del suo fratello maggiore, nato in amerikkka, con tutti i sistemi elettronici al posto giusto, lucido e velocissimo, quell’unico razzo, al momento dell’impatto, è stato capace di vincere una guerra.
Non è un arma da guerra, è uno strumento di propaganda.
Cosa avranno pensato i ministri israeliani? Perché non hanno scatenato la fanteria? Perché non sono entrati con l’esercito a Gaza? Avranno certamente avuto il terrore di fare la stessa fine dei loro predecessori in Libano.
Questi ci sparano addosso!! Se arrivano coi loro missili a Tel Aviv saranno anche capaci di fermare i nostri carri armati!!
E allora ferma l’invasione, blocca i bombardamenti, trova un mediatore e firma un accordo…
Viva la resistenza palestinese!!

M.R.