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L'Italia l'è malada

…l’Italia l’è malada/Sartori l’è el dutùr/per fa guarì l’Italia/ taiem la testa ai sciùr”.
Canzone popolare

Oggi parliamo di Italia. Anche se il nostro rapporto con il Nazionalismo è identico a quello del PD e del PDL con l’onestà e la legalità: del tutto inesistente.
Parliamo dell’Italia ricordando poche cifre. Di per sé talmente eloquenti da non richiedere alcun tipo di commento.
Il 10% della popolazione italiana possiede il 50% della ricchezza nazionale. E il 10% di quel 10%  possiede da solo oltre la metà di quel 50%. Il che equivale a dire che l’1% della popolazione italiana dispone di circa il 25% della ricchezza nazionale. (Cfr. N. Penelope, Ricchi e poveri, Milano, 2012).
Un giovane su tre è disoccupato, chi ha un lavoro riceve salari fra i più bassi d’Europa, checché ne dicano Monti, Berlusconi e compagni di merende vari.
Il consumo di droga è una consuetudine tanto fra i giovani quanto fra gli adulti. E pone il nostro Paese fra i primi in Europa.
I neonati finiscono spesso nei cassonetti, anche quando non sono figli illegittimi del Superviagra Nazionale e delle sue escort.
La criminalità organizzata controlla almeno quattro regioni su cinque dell’Italia meridionale.
Le carceri sono strapiene ed un detenuto su tre è extracomunitario, e in molti casi clandestino.
Dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia è sottoposta ad occupazione militare straniera, al punto che, in 17 regioni, ci sono almeno 140 basi militari straniere, alcune delle quali fornite di armamento atomico.
L’Italia occupa il 158° posto (su 194)  nella classifica della giustizia.
Il debito pubblico è cresciuto di oltre cento miliardi in un anno, superando quota duemila miliardi. L’Italia, per questa ragione, è tecnicamente fallita, visto che questo debito non potrà mai essere ripagato, neanche vendendo tutto l’oro della Banca d’Italia (ammesso che esista ancora).
I “politici” vantano le retribuzioni più alte del mondo, pagate in virtù di una delle tassazioni più alte e più classiste.

L’elenco degli orrori di un Paese sull’orlo della catastrofe potrebbe continuare ancora a lungo.
Molto a lungo: senz’altro più delle capacità di sopportazione di chi non crede e non ha mai creduto che la direzione della crisi capitalistica possa essere invertita semplicemente votando la cooperativa di lacché dei banchieri che, sventolando bandiere il cui colore mescola il rosato con l’arancione, si propone in sostituzione della cricca di servi dell’imperialismo Usraeliano che si sono fino ad oggi alternati al capezzale di un Paese in agonia.

P.R.