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Da Il Buio… lampi di luce!

Settemilioni ottantatrémila (7.083.000) euro. E’ il compenso “lordo” (!) di Luca Cordero di Montezemolo in FIAT; ed è relativo allo scorso anno, il 2007.
Per la carica di presidente (il marito di Edvige Fenech, nota attricetta di filmetti para-pornografici e partner del mitico intellettuale popolare Alvaro Vitali, alias Pierino) ha percepito 550 mila euro.

A cui vanno aggiunti diecimila euro di benefici per l’utilizzo di auto a titolo personale, e 6.523.000 provenienti dalla Ferrari e dalla carica di amministratore de La Stampa, il quotidiano torinese.
I calcoli son presto fatti: ci vogliono le buste-paga di almeno trecento operai per guadagnare quello che guadagna l’ex leader della Confindustria!

Una domanda sorge spontanea: se il costo del lavoro è così alto, come lamenta un giorno sì e l’altro pure il sindacato dei padroni, perché, per “risparmiare”, vengono sempre tagliati i trecento operai e mai, ma proprio mai, un solo manager?
Ancora a proposito di milioni (di euro).

Trentacinque milioni di euro saranno versati dal motociclista Valentino Rossi – questo rospetto che riempie di entusiasmo milioni di italiani che in lui, a quanto pare, vedono un modello, e non solo in senso sportivo – in rate mensili da un milione e mezzo l’una per “accomodarsi” con il fisco italiano che gli contestava un’evasione contributiva di… 112 milioni di euro (!!) per gli anni dal 2001 al 2006.
Lo scherzo di natura pesarese vantava una residenza all’estero solamente virtuale, utile ad eludere le dichiarazioni fiscali nel nostro paese.

L’”accomodamento” ha fatto risparmiare il 68,7 per cento del debito contratto: il minimo dovuto ad un “eroe nazionale”?! Un interrogativo assolutamente retorico: perché a lui è permesso e a noi no?
Perché noi, modestissimi collaboratori de IL BUIO, ovviamente a titolo gratuito, non siamo “eroi nazionali”, e men che meno potremmo aspirare a diventarlo per meriti “sportivi” (che l’evasione fiscale sia una nuova disciplina olimpica?!)?

A dire il vero, il signor Rossi non è l’unico farabutto assiso sugli altari che il  popolino-bue venera, difende e, mica tanto nascostamente, invidia, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che con un patrimonio-umano del genere qualsiasi idea di rivoluzione sociale é come la speranza della vittoria in Coppa dei Campioni della squadra dell’oratorio di Gorgonzola: assolutamente ridicola!
Prendiamo un altro sportivo: Alberto Tomba.
Tomba ha concordato con il fisco il pagamento di 10,7 miliardi di lire (5,5 milioni di euro), a fronte di un’evasione contestata di 23 miliardi.

E ancora: Giancarlo Fisichella. 3,8 milioni di euro concordati a fronte di una contestazione da 17,2 milioni: una parte è stata sùbito versata (1,4 milioni), il resto a rate.

Dallo sport alla musica.
Luciano Pavarotti. Concordati, a metà 2000, 25 miliardi di lire, pari oggi a 12,9 milioni di euro. Per sottrarsi al pagamento, com’è noto, il miserabile, simbolo dell’”unità d’Italia”, mito della classe politica, peraltro ladra come e più di lui, e prediletto del presidente della Repubblica dell’epoca, ha preferito cambiare domicilio, e trasferirlo all’inferno, località più consona ai suoi costumi morali.

Andrea Bocelli. Al pari di Pavarotti con residenza “di comodo” nel principato di Monaco, Bocelli, finito nel mirino del fisco nel 2000, aderisce al condono fiscale nel 2003. Tre anni dopo chiude ogni vertenza per 5,7 milioni di euro.
D’accordo che non sta bene parlar male o insultare gli handicappati, ma uno come Bocelli, in piazza Duomo, a Milano, nei giorni scorsi, non meritava, piuttosto che gli onori (e le remunerazioni) di un concerto personale, le cagate sulla testa, fino al soffocamento, di un piccione con diarrea?

E che dire, poi, di Riccardo Cocciante (442 milioni di lire al fisco)?
E di Katia Ricciarelli, una che, a dirla tutta, andrebbe senz’altro giustificata ed assolta, avendo già patito il tormento e la tortura del matrimonio con Pippo Baudo, uno che ti fa rivalutare gli animali feroci e scoprire la loro umanità? Dopo aver ricevuto la cartella esattoriale, si è rassegnata a pagare 284 milioni di vecchie lire…

Ultima, ma solo per porre fine a questo elenco che potrebbe occupare ancora pagine e pagine e creare problemi di palinsesto al redattore-capo de IL BUIO, viene Sofia Loren.
L’”italiana per eccellenza”, per via delle tette, della parentela con la Mussolini, la bertuccia fascista dello zoo parlamentare della Repubblica “nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del Fascismo” e… dell’inclinazione all’evasione fiscale. La Loren ha pagato, all’epoca, 112 milioni di lire di imponibile con 18 giorni di carcere, a riprova che, talvolta, in galera, i farabutti ci finiscono davvero.

Tutti i delinquenti fin qui elencati – e quelli non citati solo per ragioni di spazio – dimostrano che la pulizia del nostro paese si prospetta come un’impresa erculea, nel senso della settima “fatica di Ercole”: la pulizia delle stalle di Augia, re dell’Elide e figlio del Sole. Ercole la portò a termine in un giorno solo, deviando un fiume che fece passare per le stalle.
Un’idea tutt’altro che peregrina, quella del fiume: che, ai nostri giorni, si tratterebbe di usare non per inondare una stalla ma per farci annegare dentro la progenie di ladri ed infami che inzozza, sostituendosi al letame di Augia, questo nostro sfortunato paese di evasori fiscali.

di Franca Ricci