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Vincitori e vinti. La pace dei sepolcri

Come ben sanno i nostri venticinque lettori, la storia la scrivono i vincitori (e gli sconfitti che si sono affrettati a salire sul loro carro).

Ed i vincitori scrivono anche le sentenze di una Giustizia (doverosamente con l’iniziale maiuscola) che consegna i Vinti al Torto ed al Crimine, per il solo e semplice fatto che, ai Vinti, non compete nessun altro ruolo e nessun’altra sorte.

Così, i Vinti, tutti i Vinti, sono sempre stati trattati in funzione dell’esito del conflitto da cui sono usciti sconfitti.

Un esempio, l’ultimo in ordine di tempo.
La pioggia di bombe che le forze aeree anglo-statunitensi lasciarono cadere sulla popolazione civile di Dresda, nel febbraio del 1945, causò oltre 35 mila vittime, secondo le stime degli stessi “eroici liberatori”. Che cercarono, peraltro debolmente e senza troppa convinzione, di giustificarsi con l’argomento, assolutamente falso e ridicolo, che la città tedesca svolgeva un ruolo-chiave nel complesso industriale nemico.

Tutto ciò, comunque, non spiegava perché le vittime si fossero registrate nei quartieri e fra la popolazione civile, come ha testimoniato, fra gli altri, un testimone assolutamente insospettabile come il noto romanziere Kurt Vonnegut.

L’ex presidente della Repubblica serba di Bosnia, Radovan Karadzic, è oggi accusato dell’eccidio di settemila persone a Srebrenica, a cui vanno aggiunte le vittime dell’assedio di Sarajevo, che causò la morte di diecimila abitanti della città bosniaca.

I boia assassini di Dresda non sono mai stati processati: i Vincitori godono dell’impunità che deriva loro dalla Forza, non dalla Ragione e men che meno dal Diritto.

Karadzic, invece, sarà processato e, quasi sicuramente, supposto che, a differenza di Milosevic, arrivi vivo alla fine del giudizio, condannato come “criminale di guerra”. Perché così stabilisce la Morale di un mondo retto, piuttosto che dalla giustizia, divina o profana non importa, dalla ragione delle armi e dai verdetti della guerra…

Concediamo pure che Karadzic sia stato un criminale.

E Kissinger, l’ex segretario di stato yankee responsabile non solo dei bombardamenti sul Vietnam ma anche dei crimini commessi dalle dittature sudamericane al servizio della Bestia statunitense?

E Begin, il terrorista nazi-giudeo che si macchiò del sangue di vecchi e bambini palestinesi?

Per questi due esemplari di animali di una razza tutta “speciale”, quella degli assassini “dalle mani pulite” e dalla coscienza candeggiata opportunamente dalla Storia, nessun processo, nessun giudizio, nessuna condanna.

Per loro, al contrario, in quanto Vincitori, un premio Nobel, naturalmente “per la pace”.
E che importa se si sia trattata della “pace dei sepolcri”, ovviamente dei sepolcri dei Vinti…?!

di Franco Ricci