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Crimini di ordinaria occupazione

Dicembre 2012, in Palestina. In un giorno qualunque dell’occupazione militare sionista.
Mohamed, 17 anni compiuti da poco, viene ucciso da un colpo di fucile mentre si trovava vicino alla moschea di Abramo, a Hebron, in piena area H2. Dal 1994 Hebron è divisa in due: l’area denominata H1 è controllata dai palestinesi; l’area H2 dagli invasori sionisti. Un’occupazione nell’occupazione, dunque.
Ad assassinare Mohamed è stata una soldatessa dell’Esercito “più umano del mondo”, l’esercito sionista, specializzato nell’eliminazione fisica di donne e bambini. Una donna, quindi: una di quelle donne moderne ed emancipate tanto amate, esaltate ed invidiate dalle femministe, quelle (sedicenti) “di Sinistra” comprese.
L’assassinio (l’ennesimo) di Mohamed provoca rivolte fra la popolazione di Hebron. Per sedarle, l’entità sionista proclama lo “stato di emergenza”.
Ma non solo. Il fratello ed il cugino di Mohamed vengono arrestati. Il fratello è un ex-prigioniero rilasciato lo scorso anno nell’ambito dell’accordo fra Hamas e l’entità sionista per la liberazione del soldato Gilat Shalit.
Una sorte simile tocca al padre di Mohamed. Accorso sul luogo dell’assassinio del figlio per portarne via il corpo, è stato allontanato con la forza (l’unico argomento che conosce la valorosa e democratica soldataglia sionista) dai militari, che non esitano a colpirlo ad una gamba con un proiettile di gomma.
Tu che leggi, tu che cosa diresti? Soprattutto: che cosa faresti, se anche uno soltanto dei crimini di cui sei venuto a conoscenza leggendo fin qui fosse avvenuto o avvenisse ogni giorno nella tua città, nella tua famiglia, sotto casa tua?
Tu che non hai mai fatto niente e che probabilmente, nonostante tutto quello che ti succede attorno, vicino o lontano dal tuo paese, continuerai a non fare niente, a parte lavorare come una bestia e votare ogni tanto come un somaro, tu, cosa faresti? Faresti finta di niente?

L.A.