“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”
Gesù Cristo, attivista palestinese della Lega dei Diritti dell’Uomo
Stamattina mi sono svegliato di pessimo umore, per via di una nottata di incubi a base di bunga-bunga con protagonista Rosi Bindi, Dopo le rituali abluzioni mattutine, sono passato in cucina, per consumare una prima-colazione ricca tanto quanto Berlusconi di zuccheri, grassi e colesterolo, di alimenti cioè che mi renderanno ben presto un obeso alla “Lele Mora prima della cura dimagrante” (prima cioè della galera), a rischio-diabete ma sicuro onere per il Servizio Sanitario Nazionale. C’est à dire per il contribuente che apprezza la politica del governo Monti, tenuto conto che l’ex bocconiano “caro al Colle” (che non è assolutamente quello leopardiano) lo obbliga ad una rigida dieta quotidiana.
Poi esco di casa e salgo sulla mia utilitaria, per andare al lavoro.
Sono cosciente che la mia bat-mobile modello impiegato-di-quinta-categoria inquina, provocando, più o meno direttamente, centinaia di migliaia di morti ogni giorno (bambini compresi), per via non solo degli incidenti stradali ma anche, e soprattutto, a causa delle sostanze inquinanti vomitate dai tubi di scappamento. Per non parlare della benzina, dunque dal petrolio, e delle montagne di cadaveri e di sfruttati che ha provocato e provoca la sua estrazione.
Uno sbuffo seccato al pensiero e… procedo oltre, dal momento che sono già in ritardo.
E se, facendolo, rischio di investire una vecchietta che attraversa la strada sul passaggio pedonale, pazienza: mica sono Gesù Cristo, io, che mi devo preoccupare di tutti, ed oltretutto gratis!
Al lavoro, mi siedo davanti al computer (che, per inciso, richiede per funzionare un certo consumo di energia e, di conseguenza, il sacrificio di un certo numero di vite umane) e mi metto a battere i tasti meglio di uno scimpanzé ubriaco. Durante le pause, mando giù un paio di caffè (e neanche di quello “equo e solidale”), dimenticando i disastri sociali ed i costi in vite umane che provocano la sua coltivazione e la sua raccolta.
Quando la mia giornata lavorativa si esaurisce come per Renzi la speranza che un ex-DC diventi per la prima volta segretario degli ex-PCI, torno finalmente a casa. Dove mi metto a sedere sulla mia poltrona preferita, comprata in contanti all’IKEA senza sapere quanto è costata in termini di sfruttamento e di morti sul lavoro ad una casa produttrice dai precedenti storici compromettenti, e, finalmente!, mi concedo una sigaretta. Una cara, appagante, rilassante e gustosissima sigaretta!
Sto per accenderla quando, da chissà dove, sbuca mia moglie, una (fanatica) ammiratrice di Umberto Veronesi che nutre, ahimé, per la vita edonistica lo stesso interesse di un neonato per la pensione di vecchiaia. E lo fa per urlarmi addosso, neanche fosse Zidane dopo gli insulti di Materrazzi, “Criminale, nazista, assassino! Ma ci vuoi far morire tutti di cancro?! Vergognati, vergognati, vergognati! Spegni subito la sigaretta!”
P.R.
