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Comunicato

A TUTTI I COMPAGNI
I nostri lettori più assidui sicuramente lo ricordano.
Ricordano cioè il comunicato di solidarietà con un combattente peruviano del Movimiento Revolucionario Tùpac Amaru ancora detenuto, nonostante le sue gravissime condizioni di salute, nelle carceri del “progressista” Humala.
Un recentissimo comunicato del MRTA,  nelle cui fila  Jaime Ramirez Pedraza militava, è arrivato solo pochi giorni fa ad informarci che, purtroppo,  il compagno è morto.
Nonostante gli attestati di solidarietà da ogni parte del mondo  (e, ci auguriamo, anche dall’Italia; e anche grazie alla nostra sdegnata denuncia), Ollanta Humala, il neo-presidente peruviano che soltanto una Sinistra di idioti e di servi della CIA può considerare “progressista” e può annoverare, al pari degli altri gruppi dirigenti latino-americani, in primis quelli brasiliani ed uruguaiani,, fra coloro che combattono “per il Socialismo”, Ollanta, dicevamo, ha ancora una volta dimostrato di essere ciò che il leader di uno Stato borghese NON PUO’ non essere, indipendentemente dal voler essere qualcosa di diverso e di alternativo. E cioè il “cane da guardia” dell’imperialismo e dei suoi interessi locali.
Il compagno Ramìrez Pedraza è stato lasciato morire in catene, nonostante la malattia e la lunga detenzione.
Nel suo comunicato “al popolo peruviano; ai lottatori sociali; alla comunità internazionale ed ai militanti tupacamaristi, la Direzione Nazionale Paco Sifuentes del MRTA così si congeda da Ramìrez Pedraza:
Jaime Ramìrez Pedraza…! Presente!
Con tu ejemplo…! Venceremos!
Cuando un revolucionario muere…! Nunca muere!
!Con la masas y las armas, patria o muerte…Venceremos!.
28 de octubre del 2012.

Noi, da parte nostra; noi, nel nostro “piccolo” e nonostante la modestia delle nostre forze e la condizione di relativo privilegio che, al pari di tutti coloro che lottano “nel ventre della Bestia”, contraddistingue la nostra altrettanto modesta militanza, salutiamo per l’ultima volta uno dei tanti che, forse, non sono riusciti a cambiare radicalmente il mondo, ma che comunque sono vissuti con il rispetto di se stessi. E che, per questo motivo, sono morti felici, da uomini veramente e finalmente liberi…

La Red/Azione