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L’informazione negata. La verità sull’aggressione della Georgia all’Ossezia del Sud

Complici (involontari) i giochi olimpici di Pechino, la guerra di aggressione della Georgia nei confronti dell’Ossezia del Sud ha fornito il pretesto, ai soliti notissimi disinformatori  di professione – italioti e non – per fornire all’opinione pubblica la solita informazione a dir poco faziosa.
Ecco perché crediamo utile e necessario, pur consapevoli della modestia dei nostri mezzi di comunicazione e della consistenza reale del nostro pubblico, ribattere alcuni chiodi sulla tavola della verità storica. Anche per inchiodarvi i pennivendoli della stampa borghese…

1) Dal settembre 1990, l’Ossezia del Sud si è proclamata indipendente, in accordo con la Carta delle Nazioni Unite e diversi mesi prima che la Georgia lo facesse a sua volta.

2) I governi della Georgia, della Russia e dell’Ossezia del Sud avevano convenuto, attraverso gli accordi di Sochi (1992), di dar vita ad una comune forza di pace, formata da elementi delle forze armate dei tre Paesi. E di una comune commissione di controllo, al fine di evitare nuovi conflitti militari e di garantire la pace nella regione. L’ONU e l’OCSE avevano successivamente fornito osservatori propri per rafforzare tale processo.

3) Nella notte fra il 7 e l’8 agosto, truppe georgiane hanno aggredito il territorio dell’Ossezia del Sud in violazione del diritto internazionale ed invaso, occupandola e distruggendola in parte, la capitale, Tskhinvali.

La popolazione civile è stata deliberatamente attaccata approfittando di un momento in cui l’opinione pubblica internazionale era concentrata sui giochi olimpici in Cina (chi non ricorda le vergognose immagini e gli altrettanto vergognosi commenti dei pennivendoli “sportivi” della RAI sul “povero popolo georgiano aggredito dai criminali russi”?! e le lacrime da cipolla degli atleti georgiani “sconvolti dal pensiero dei famigliari e dei connazionali in balìa del famelico orso russo”?!).

La strage di oltre 2000 civili, in maggioranza cittadini russi,  può essere considerata come un inizio di genocidio, e la forzata fuga di numerose persone verso la russa Ossezia del Nord come una vera e propria deportazione.

4) Secondo le regole del diritto internazionale, l’attacco della Georgia all’Ossezia del Sud si configura come una vera e propria guerra di aggressione perché:

- lo stato dell’Ossezia del Sud, il cui popolo si è liberamente pronunciato per l’autonomia e l’indipendenza, è stato attaccato militarmente;

- il territorio dello stato dell’Ossezia del Sud, protetto da un trattato internazionale, è stato aggredito e parzialmente occupato dalla Georgia;

- le forze internazionali di pace che vi erano stanziate sono state attaccate;

- la Georgia non aveva alcuna ragione valida per esercitare il diritto di legittima difesa.

5) In questa situazione, la Russia aveva tutto il diritto di difendersi contro l’illegale aggressione della Georgia, al fine di proteggere i propri cittadini – più dell’ottanta per cento delle persone che vivono nell’Ossezia del Sud sono cittadini russi – ed i suoi soldati che prestano servizio nella forza di pace aggredita, nonché di garantire la continuazione della propria missione.

La Russia, parte aggredita, aveva la libertà di scegliere, sotto il profilo del diritto di guerra, i mezzi da utilizzare per esercitare un’efficace difesa. Le forze armate russe non hanno attaccato civili, bensì esclusivamente obiettivi militari.

6) La dichiarazione di indipendenza del Kossovo del 17 febbraio 2008 era stata seguita da un immediato riconoscimento da parte della maggioranza degli Stati membri della NATO (Italia inclusa!), nonostante mancassero le condizioni previste dal diritto internazionale per una decisione del genere.

7) L’illegale aggressione della Georgia nei confronti dell’Ossezia del Sud è stata preceduta da numerosi preparativi militari organizzati dagli USA e dall’entità sionista (forniture di armi per diversi anni, impiego di consiglieri militari…), ed il cui scopo era la destabilizzazione della Russia e la preparazione di una guerra di aggressione contro l’Iran.

Anche attività del genere costituiscono veri e propri attentati alle norme del diritto internazionale. Fin qui alcune delle argomentazioni che demoliscono l’impalcatura di calunnie e di false informazioni con cui i pennivendoli nostrani, servi del sionismo e dell’imperialismo a stelle e strisce hanno cercato di puntellare una vera e propria operazione di guerra che, attraverso l’aggrssione all’Ossezia del Sud, aveva per reale obiettivo la Russia.
I cui atleti, durante i giochi olimpici, comunque “non versavano neppure una lacrima sugli avvenimenti che pure vedevano coinvolto il loro Paese”.

Forse perché – anzi: sicuramente perché – sprovvisti di cipolle pronte all’uso; cipolle fornite opportunamente, in casi del genere, dal branco di parassiti e di bugiardi che ha fatto, delle redazioni della carta stampata e delle televisioni, il proprio covo dove bivaccare indisturbati e, soprattutto, impuniti.

di Franca Ricci