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Il (Contrap)Punto: Nobel o Tapiro d’Oro?

Un occhio (critico) sull’attualità

Se fossimo Striscia la notizia – per inciso il miglior telegiornale tout court, checché ne pensino gli snob ed i nostalgici di radio Tirana – in questi giorni avremmo un “super-tapiro d’oro” da consegnare. E lo consegneremmo senz’altro ad Ingrid Betancourt, la figlia di un ministro del dittatore colombiano generale Gustavo Rojas Pinilla, diventata famosa per aver deciso di essere, dopo il sequestro ed il rilascio da parte dei combattenti per la libertà delle FARC, il cagnolino da salotto del boia Uribe, un noto e riconosciuto criminale amico degli yankee e del personale di servizio di questi ultimi.

Ingrid, infatti, era assolutamente convinta di ricevere il premio Nobel della pace: per questa ragione, fra l’altro, aveva già convocato le redazioni dei media a Parigi, per una conferenza-stampa in cui, come programmato da tempo, avrebbe approfittato dell’onoreficenza conferitagli per calunniare la lotta del popolo colombiano e della guerriglia (addirittura, era già stato stampato il pre-commento-stampa con l’annuncio della vittoria e con il commento della pupilla di Uribe e di Sarkozy!).
E invece…

E invece la “nostra” è stata giustamente “trombata” (e non dai suoi sequestratori, come pure una racchia del suo calibro si era certo augurata, ignorante del fatto che anche i “mostri comunisti” hanno uno stomaco): niente Nobel, niente insulti alla guerriglia, niente congratulazioni del papa, di Bush e, a dimostrazione dell’infimo livello a cui è ridotta la controrivoluzione internazionale, di Veltrusconi. Niente di niente.
Il Nobel, invece, è andato ad un finlandese, tale Ahtisaari.

Che è stato inviato dell’ONU nei Balcani ed in Namibia; e che, nel 1999, fu “artefice della pace” fra gli aggressori della NATO e gli aggrediti della Jugoslavia. Divenuto “inviato speciale delle  Nazioni Unite per il Kosovo”, il neo-Nobel, nel 2007, ha proposto il piano per “l’indipendenza del Kosovo” sotto la supervisione internazionale.
Un autentico servo degli amerikani, un vero e proprio gangster internazionale, insomma.

Com’è peraltro nella tradizione dei Nobel.
Vi ricordate, per citare solo un caso, il nobel per la pace a Begin, vale a dire ad un noto terrorista che seminava bombe per conto dei sionisti?

E’ ancor più bruciante, allora, lo scorno per Ingrid, una poveraccia che poteva aspirare a diventare qualcuno solo leccando e rileccando, peraltro vanamente, a quanto pare,  la mano del padrone.
Un po’ come la Carfagna. O la Gelmini. O  quello scherzo di natura che è la camerata Meloni…

Luca Ariano

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le  posizioni del CPU e della redazione web