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Infamie. Revisionismo a-storico

Quella che vi stiamo rivelando è una storia, potremmo dire, di “ordinaria infamia”.

Perché si tratti di un’”infamia”, lo scoprirete presto. Perché la si possa definire “ordinaria”, lo dovreste già sapere: se non da sempre, per esperienza diretta, da quando siete entrati a far parte della cerchia dei nostri (venticinque, preciserebbe senz’altro il collega Luca Ariano, a cui piace rammentare le giovanili letture manzoniane) affezionati, fedeli ed entusiasti lettori.
Sul sito del Partito Democratico (cristiano), si può scoprire che gli autori della strage di Bologna, e cioè Mambro, Fioravanti e Cavallini, erano… ”brigatisti”!

Non sfregatevi gli occhi, non sospettate un refuso, non chiamate a verificare lo stato di salute della vostra vista il ricordo dell’ultimo, recentissimo, controllo oculistico: avete letto bene: “brigatisti”!!!

Per la feccia pidina (comunque ex picista ed ex democristiana), i camerati dei NAR, gli squadristi cresciuti all’ombra di un partito oggi al governo, gli amici personali di attuali ministri e sindaci (Gasparri ed Alemanno, per fare solo due nomi) sono, in realtà, “brigatisti”!
E poi si parla di “revisionismo storico” riferendosi solo ed s’esclusivamente agli studi ed alle iniziative della Destra più o meno estrema!

E poi si accusano tutti quelli che non vogliono finire nell’immondezzaio del filo-sionismo e del collaborazionismo con i padroni d’oltreoceano di “far violenza alla storia”, di “ignoranza”, addirittura di “malafede”…!

A guisa di conclusione, perché solo l’idea di dover commentare bestialità del genere ci provoca lo stesso effetto di una dose massiccia di purgante, ci affidiamo all’opinione di altri.
Peraltro senza tener volutamente conto che le loro posizioni sono vicine a quelle dell’ammucchiata infame che ha ereditato la tradizione catto-comunista.

Nella politica del dopoguerra, il termine ‘brigatista’ si lega (…) all’organizzazione creata nel 1970 da Curcio e Franceschini e chiamata ‘Brigate Rosse’, avente per simbolo una stella a cinque punte che teorizzò e praticò la lotta armata. (…) Non stiamo qui a rifarne la storia, il discorso è che i brigatisti sono stati elementi che pur nelle diverse valutazioni offerte dalle varie componenti della Sinistra fra chi con loro intraprese un durissimo scontro, chi li criticò politicamente ed ideologicamente, chi ci dialogò, al di là di isolate ed esasperate definizioni di ‘fascisti’ sono collocati e definiti col loro nome. Brigatisti, appunto. Usare questo termine per il neofascismo armato della Mambro e Fioravanti – che avevano una precisa sigla (Nar) – è un’affermazione sbagliata” (da Aprileonline)
E si tratta – non possiamo astenerci dall’aggiungere noi in extremis – di un giudizio molto benevolo, fin troppo benevolo…

di Eugenio Colombo