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Il (Contrap)Punto: nemici seri

Un occhio (critico) sull’attualità

Se è giusto combattere i nemici con tutte le proprie forze, è altrettanto giusto (laddove si verifichi) riconoscerne la coerenza e la serietà.
In una società di pagliacci, ballerine e cocainomani, Cossiga si continua a distinguere dalla marmaglia politica e si staglia come un gigante nei confronti di ministri mentalmente sottosviluppati e di una classe politica mentecatta.
Il finto buonismo di un ben noto gonzo sinistrorso e le dichiarazioni smentite alla velocità della luce dallo pseudo-premier, solo per ricordare le punta dell’iceberg delle quotidiane farse mass-mediatiche, vengono ridicolizzate nella loro pochezza dal Picconatore che in un’intervista di qualche giorno fa rilasciata al Giorno/Resto del Carlino/Nazione, rispetto alle contestazioni che si stanno verificando nelle scuole e nelle università, esprime dei concetti chiari, senza nessun possibile fraintendimento, su almeno due questioni fondamentali.
L’intervista, sia detto per inciso, ha provocato reazioni sdegnate nei cervelletti ridotti a poltiglia della sinistra nostrana, ormai unicamente interessata all’affermazione di sé e di una supposta democrazia che, come vedremo, è solo una proiezione propagandistica (cioè… fasulla) della realtà dei fatti.

Cossiga afferma, rivolto alle proteste degli universitari e alle possibili reazioni europee ad una eventuale pesante repressione del movimento studentesco (che lui, ovviamente, propone): “Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio”, cioè che la polizia  dovrebbe “lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città” e poi “forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”.
Come dicevo, sono seguite proteste vibrate, ma… ha proprio ragione Cossiga! Il quale ha ben chiaro che la polizia è il braccio armato degli interessi dominanti e, di conseguenza, è l’organo preposto con ogni mezzo (come già successo infinite volte nel passato) alla repressione di qualunque forma di dissenso che possa nuocerne l’immutata riproduzione del potere oggi vigente.
Ha ancora una volta ragione il Picconatore a definirla (mi si permetta di aggiungere  “marxianamente”)  democrazia, laddove la democrazia borghese è la dittatura di una classe sull’altra, dunque una coercizione materiale e ideologica presente in qualunque espressione della società in cui viviamo e che gli organi preposti applicano con ogni mezzo.
Sbaglia chi crede alla favola propagandistica della democrazia come presunto potere di un presunto popolo, o dei cittadini che dir si voglia, categorie spurie e generiche che non ricalcano la realtà delle cose.
Questi babbei non trovano di meglio che sperare (forse per illudersi) che si può cambiare lo stato di cose presente con feste, manifestazioni pacifiche e tramite il rito del voto, cioè senza rischiare nulla di più di un raffreddore se il tempo è brutto, senza nemmeno richiamare alla mente che le conquiste “democratiche” ottenute da movimenti “democratici” sono stati, nella maggior parte dei casi, la chiusura compatibile a dei tentativi (o a dei rischi, a seconda di dove la si guardi…) di rovesci ben peggiori per il capitalismo ed i suoi lacchè.

Un altro concetto ben esposto da Cossiga è quello di terrorista che viene presentato con chiarezza e senza falsa propaganda.
Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche, ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale”.
Il rischio, sostiene Cossiga senza peli sulla lingua, è che dovunque esista opposizione all’ordine costituito di questa società esistono o esisteranno dei terroristi.
Dunque, chiunque attenti all’ordine di questa società con qualunque mezzo è considerato dal potere un terrorista.
Nessuno, su questo, come ampiamente ipotizzabile, ha detto nulla e men che meno criticato il Picconatore. Sicuramente non per una distrazione o per qualche sorta di dimenticanza, ma per il semplice fatto che il concetto espresso trova d’accordo l’intero arco parlamentare (per restare sulle definizioni classiche, il famoso comitato d’affari della borghesia), la nutrita coda sindacale e buona parte di sinistri e sinistrorsi che non solo approvano  (senza avere il coraggio di dirlo), ma vi contribuiscono materialmente senza esitare a criminalizzare e denunciare il dissenso reale che metterebbe nei guai anche loro.

di Renato Battaglia

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le  posizioni del CPU e della redazione web