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Ancora sulla Georgia. Altri spunti di riflessione

Per completare il quadro già descritto dagli articoli sulla guerra tra russi e georgiani apparsi sul nostro sito vi proponiamo una serie di dati tratti da un periodico che si può vantare a ragione di essere il più filo occidentale tra quelli che compaiono nelle edicole.

Ci riferiamo alla rivista RiD diretta da quell’Andrea Nativi che spesso viene interpellato dai telegiornali nazionali in qualità di esperto sulle questioni belliche.

Dato per scontato lo schieramento del soggetto, il fatto di vedere confermati degli elementi che rafforzano quanto abbiamo scritto in precedenza partendo da posizioni diametralmente opposte alle sue, ci è parso molto significativo.

Sono dati che, senza bisogno di ulteriori commenti, dimostrano la pianificazione dell’attacco georgiano ed il supporto logistico-militare della NATO a tale operazione, supporto poi corroborato dalla grossolana propaganda dei mass media contro la risposta russa.

Per tale motivo, in redazione, abbiamo pensato di utilizzare, anche se in modo molto schematico, questo materiale.
Entriamo nei dettagli.

La Georgia si prepara alla guerra

Spese militari

Il primo dato significativo da registrare riguarda, ovviamente, quanto la Georgia economicamente ha speso negli anni precedenti al conflitto per riorganizzare e armare il proprio esercito.

Ebbene, gli investimenti georgiani nel campo della difesa, soprattutto nell’ultimo anno, sono talmente importanti  che ogni commento è assolutamente superfluo: infatti i finanziamenti sono pari a 1,7  miliardi di dollari corrispondenti ad un quarto del bilancio statale. Nessuno stato al mondo (a parte Israele) arriva ad una percentuale così elevata.
Sono tutti soldi spesi per ampliare il numero degli effettivi dell’esercito, per addestrare le truppe, per acquistare o ammodernare mezzi militari.

Chi vende le armi

Ovviamente, dovendo affrontare l’esercito russo,  la Georgia si è rivolta alla Nato e a suoi satelliti.

Polonia e Ucraina

Questi paesi hanno fornito:

- 170 carri tipo T72
- Elicotteri Mi8 e Mi24
- Missili antiaerei del tipo Grom

Turchia

- 100 veicoli blindati leggeri Cobra

Repubblica Ceca

- 24 unità di cannoni semoventi Dana

Usa

- Armi leggere per la fanteria
- Elicotteri  Uh-1h
- Addestramento tramite l’invio (a partire dal 2002) di istruttori militari (600 berretti verdi), consiglieri militari, esercitazioni in comune (una denominata “Immediate Response” nel 2008)
- Supporto logistico: la 1° brigata di fanteria georgiana di stanza in Iraq fu rimpatriata, appena esploso il conflitto, tramite un ponte aereo americano nel giro di 48 ore.

Israele

- Fornitura di armi leggere
- Velivoli teleguidati del tipo Skylarc e Hermes 450
- Ammodernamento dei mezzi da battaglia (i carri ucraini)
- Invio di consiglieri militari e consiglieri ex militari (tra cui un generale a riposo), aspetto per cui la rivista precedentemente citata non può che definire come “probabile” la partecipazione di questi alla pianificazione degli attacchi.

A cura di M.R. Della redazione de “il Buio”