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Il (Contrap)Punto: negri da cortile

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla natura della Sinistra (?) nostrana, l’elezione del nuovo presidente Usraeliano dovrebbe averli definitivamente sciolti.
La Sinistra (?) di casa nostra ha gioito, ha esultato, ha festeggiato l’esito del rito per eccellenza del Paese più ricco, più criminale e più aggressivo del mondo come una vittoria (di chi?), come un successo (per chi? per il disoccupato di Napoli? per il bottegaio di Palermo? per la casalinga di Torino? per il precario di Milano?..); e lo ha fatto soprattutto perché l’uomo più potente, il gangster più pericoloso dell’intero pianeta, é… un negro!

Dimenticando, fra l’altro, che anche Condi Rice e Colin Powell sono negri…

Per la Sinistra, non contano più, da tempo, i rapporti di produzione, i ruoli che gli individui esercitano oggettivamente, indipendentemente dalla loro volontà e dalle loro caratteristiche personali: contano i singoli, conta se sono belli o brutti, conta che lavoro fanno o hanno fatto, conta a quale categoria (categoria, non classe!) appartengono.

Così, gli operai sono santi per il semplice fatto di essere tali (se votano per la quasi totalità per la Lega o per i forzaitalioti non sono più- ma solo temporaneamente – operai: sono leghisti e/o forzaitalioti pronti a ritornare ad essere operai al prossimo voto differente); i lavoratori sono santi solo perché “lavorano”, non importa se per l’industria bellica, per la difesa dello Stato borghese o per arricchirsi sulle spalle del prossimo e della società; ed i negri… i negri sono i santi più santi, sono quelli che, essendo “la minoranza” (ma, si finge di dimenticare, nel ventre delle Bestia americana, non qui da noi!) per eccellenza, hanno sempre ragione e devono sempre essere sostenuti.

Anche se sono, come nel caso di Barak Obama, il nuovo boia Usraeliano, dei “negri da cortile”, per dirla con un negro di tutt’altra pasta (che non a caso è finito assassinato, anziché nominato presidente dell’Impero) e di tutt’altro rilievo storico e politico, oltre che morale, e cioè Malcom X.

C’è un presidente nero/parapunzipunzipà/Silvio dice che non è vero (per inciso: in fondo, Silvio non ha torto: dicendo che Obama è “abbronzato”: ha svelato che Barack, in realtà, è un bianco. Quantomeno nel senso che fa parte a tutti gli effetti del sistema di potere capitalistico)/è un negro da cortile/uscito oggi dal mio canile/parapupunzipà…”, canticchia qualcuno, in questi giorni, per le strade di Milano.

Costui non sicuramente “un compagno”, o “uno di Sinistra”, men che meno “un comunista”; non solamente perché, per riprendere il giudizio di un collega de IL BUIO secondo cui sono loro a rappresentare la “base di massa” di rifondaroli, cigiellini, trotzkistume e compagnie da avanspettacolo varie, non appartiene alla categoria delle maestrine “dalla pennabiro rossa”…

Nero è bello, nero è giusto, nero è progressista, è rivoluzionario…”, per chi confonde il volontariato cattolico con la militanza antagonistica; la fede nei miracoli ed in dio con la certezza dell’inevitabilità del crollo del modo di produzione capitalistico; l’entusiasmo per il papa tedesco come una razza di cani con l’ammirazione per Che Guevara; il sostegno militante alle lotte dei popoli ex-colonizzati con l’assistenza indifferenziata, interclassista e religiosa ad immigrati, musulmani e “poveri” in genere…
Così, si finge (si finge, perché, pur essendo “di Sinistra”, non si può essere stupidi al punto di non vedere ciò che tutti, anche quelli che stabiliscono un record dimostrandosi più idioti di Veltroni o di Ferrero, un valdese che cerca disperatamente di contrastare il monopolio cattocomunista pubblicizzando un’altra impostura, non possono non vedere) di ignorare, fra l’altro, che Barack Obama:

- ha votato per rinnovare il Patriot Act  e per continuare a finanziare la guerra in Irak;

- ha sostenuto il FISA Reform Act, il quale copre i protagonisti di forme di spionaggio e di vessazione contro i dissidenti politici;

- ha corteggiato in maniera a dir poco abietta la lobby sionista;

- ha appoggiato la pena di morte;

- si è rifiutato di sposare la causa di un sistema sanitario universale single-payer (centralizzato) e not-for-profit per tutti gli americani;

- ha chiesto di aumentare il numero di uomini sotto le armi e di estendere la guerra in Afganistan;

-  si è rifiutato di chiedere una riduzione delle spese gonfiate e degli sprechi militari;

-  ha fatto il lobbista per la gigantesca truffa fiscale nota come bailout (il salvataggio degli speculatori con fondi pubblici).

Ecc., ecc.

Tutto ciò non è bastato a spegnere i fuochi dell’entusiasmo per Obama che si sono accesi nella redazione di Radio Popolare; sulle pagine del quotidiano anticomunista Il Manifesto; nelle sezione di Rifondazione sopravvissuta al saccheggio operato dagli amichetti di Luxuria, gli uni e l’altra noti rappresentanti delle classi sfruttate e del proletariato rivoluzionario; negli oratori che hanno sostituito don Carlo Marx con don Bosco; nella fila dei sindacalisti che mettono la loro “militanza” al servizio di chi lavora dopo averla sprecata al servizio di chi finisce in parlamento.

L’entusiasmo dei “sinistri” (nel senso di gente da cui prendere le distanze e temere per il rischio di coltellate alla schiena, come peraltro da tradizione cattolica evangelica) si è fatto quasi incontenibile quando si è saputo della venerazione di Obama per Gandhi.

Per l’ennesima volta facendo finta di non sapere che Nixon era quacchero, e che i quaccheri sono noti per essere obiettori integrali di coscienza e pacifisti ad oltranza.

Quanto a Clinton, fu persino renitente alla leva e scappò in Canada per non essere spedito a combattere in Vietnam, dove era in corso una guerra a cui personalmente si opponeva da tempo.

L’idiota di sinistra nostrano è tale perché, sotto sotto, è rimasto, supposto che abbia mai smesso di esserlo, un cattolico.

E come solo i cattolici possono credere che un tale è risorto qualche millennio fa, che si può nascere da una vergine che è rimasta tale dopo aver avuto altri figli e che comunque continuerà ad esserlo anche dopo aver partorito l’ultimo in ordine di tempo; e che un giorno ci troveremo tutti nella California celeste con i nostri corpi terreni, non si è ancora capito bene se quelli dell’età della morte o di molto prima della menopausa, così solo i cattocomunisti possono credere nelle favole per bambini mentalmente ritardati.

Nella favola dell’”uomo nero” bello, bravo, giusto e buono che arriva finalmente a sedersi sul trono dell’Impero e che, per il solo fatto di essere nero, e quindi giusto, riscatta l’Umanità dalla guerra, dalla miseria, dal razzismo e dalla fame.

E consente finalmente a tutti di vivere “per sempre felici e contenti”…
Una favola, per l’appunto; ma una favola per adulti idioti…

di Eugenio Colombo

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