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Menzogne mediatiche (3). Questionario sul Kosovo

Questionario sulla  “questione Kosovo” ad uso degli amanti della verità. E a scorno ed infamia della canaglia picista, dei pennivendoli di tutte le bandiere e del popolino-bue.

7) La NATO ha fermato un genocidio commesso dai serbi.

Assolutamente falso.
Nel giugno 2001, Jamie Shea, portavoce della NATO, ha ufficialmente e pubblicamente riconosciuto che “non c’è stato un genocidio in Kosovo”.
Ancora quindici giorni prima dell’aggressione imperialista, un rapporto ufficiale degli Affari Esteri tedeschi dichiarava: “Non c’è persecuzione etnica contro gli albanesi in quanto gruppo. Solamente scontri fra due eserciti”.
Naturalmente, l’opinione pubblica internazionale – compresa quella italiana – è stata ed è tuttora convinta del contrario. E ciò non solo per il lavoro di intossicazione mediatica svolto da pennivendoli di tutte le specie e di (quasi) tutte le parti politiche, ma anche per l’attività di spionaggio, di controllo sociale e di copertura politica compiuta dalla canaglia picista, per conto e nell’interesse del governo-D’Alema.

8) Sono stati scoperti numerosi ossari che comprovano il genocidio.

Falso.
Dopo lunghe ricerche, in Kosovo sono stati esumati 2108 cadaveri. Di ogni nazionalità. Alcuni vittime dei bombardamenti della NATO; altri delle aggressioni armate dell’UCK; altri di crimini commessi da forze paramilitari serbe. E’  l’insieme di questi tre fattori,  non uno solo, ad aver provocato l’esodo massiccio dei profughi albanesi all’inizio della guerra di aggressione.

9) Milosevic  ha organizzato crimini contro la popolazione albanese.

Del tutto falso.
Le consegne date alla polizia serba dicevano di proteggere tutti i civili, compresi gli albanesi.
Dopo i bombardamenti della NATO, alcuni elementi della polizia ed i para-militari hanno effettivamente commesso dei crimini (omicidi, furti, distruzioni) contro i civili albanesi. Ma sono stati presto puniti ed incarcerati da Milosevic e dal governo serbo.

10) La guerra di aggressione della NATO è stata comunque una guerra “pulita”.

Falso.
Il capo di stato maggiore belga lo ha riconosciuto: “Facciamo male alla stessa popolazione serba. Infliggiamo loro delle perdite”.
Risultato: duemila civili uccisi, cinquemila feriti, una generazione di bambini traumatizzata, 147 ospedali colpiti, fabbriche con produzione esclusivamente civile rase al suolo. Scopo reale: mettere in ginocchio un popolo per aprire le porte all’invasione delle multinazionali.
La NATO ha impiegato contro i civili armi vietate dalla Convenzione di Ginevra, fra cui bombe a frammentazione, bombe alla grafite, armi all’uranio impoverito che provocano cancro e mutazioni genetiche, ecc.

11) La NATO ha instaurato un Kosovo multietnico.

Assolutamente falso!
Dopo l’occupazione da parte della NATO e delle bande dell’UCK , dal Kosovo sono stati cacciati 230 mila serbi, ebrei, rom, musulmani turchi ed esponenti di altre minoranze.
Da parte loro, gli oltre 40 mila soldati della NATO non sono stati in grado di ritrovare una sola delle 1200 persone rapite dall’UCK.
In Kosovo, grazie alla NATO, all’imperialismo yankee ed ai sicofanti picisti del governo D’Alema, regna indisturbata la mafia. Una mafia che gestisce il traffico di droga, di armi e di prostituzione verso la libera, democratica e pacifica Europa…

3.Fine

A cura di P.R.

Questo articolo, che abbiamo suddiviso in più parti per esigenze editoriali, è la rielaborazione di un testo reperibile sul sito in lingua francese michelcollon.info.
Lo riproponiamo, nonostante la sua stesura risalga a qualche tempo fa, per la sua estrema attualità.