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Autoterroristi

Dovete concedercelo: che noi lo avevamo sospettato fin dall’inizio.
Che cosa?
Che dietro i presunti attentati di volta in volta all’idiota di turno (Emilio Fede, il pennivendolo Rognoni, e via elencando una serie fin troppo lunga di celebri nullità) c’era qualcosa di poco chiaro.
Prendete Emilio Fede, il fido animale da salotto di Superviagra Berlusconi.
Ma chi mai vorrebbe attentare alla sua incolumità fisica (se non un inesistente difensore della razza umana)?
Emilio Fede è, per i nemici di Superviagra, una fonte inesauribile di argomenti a loro favore: che senso potrebbe mai avere tirare il collo alla “gallina che fa le uova d’oro”?!
Dicevamo all’inizio che siamo sempre stati convinti che gran parte, se non tutte, le minacce terroristiche allo zero di turno erano una solenne ed emerita bufala.
A confermare la nostra intuizione è arrivata, qualche giorno fa, una notizia di cronaca, guarda caso relegata nelle pagine secondarie e, all’interno della pagina, in una posizione tipografica del tutto defilata.
Protagonista è il cronista ligure de Il Giornale, la nota marca di carta igienica srotolata dalle famiglia Berlusconi, un nome che è tutto un programma di igiene anale, tale Francesco Guzzardi.
Che è stato denunciato perché si era… indirizzata una lettera di minacce a firma nientopopodimeno che delle Brigate Rosse!
Ricevuta la quale, naturalmente e come da copione, il Guzzardi si era precipitato a dichiarare (a se stesso ed ai colleghi): “Se chi ha scritto questo messaggio intendeva intimorirmi o addirittura costringermi a tacere, è bene che se lo tolga subito dalla testa”.
Bene, bravo, bis: ben detto, perbacco!
Altrettanto naturalmente ed altrettanto da copione gli attestati di solidarietà dei compagni di merende del Guzzanti, un imbecille talmente imbecille che, per smascheralo, è stato sufficiente che la DIGOS di Genova gli chiedesse di scrivere due righe qualsiasi.
Solo qualche giorno prima, l’ottimo ed inimitabile ministro dell’Interno, il celto Maroni, non aveva esitato a denunciare il pericolo di una rinascita del “terrorismo brigatista” e ad augurarsi che venisse “prosciugata l’acqua in cui nuotano i pesci dell’eversione”.
Se il problema è prosciugare qualcosa (magari un finto messaggio di minacce), basta chiedere un po’ di carta assorbente al mitico Francesco Guzzardi, pennivendolo de Il Giornale: lui, per ragioni professionali, ne conserva ancora…

E.C.

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