Canale Video


Calendario

Novembre 2019
L M M G V S D
« Ott    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Archivio Articoli

La casa dei nostri amici. Testimonianze dall’ Amerika in crisi

Abbiamo avuto l’occasione di sentire telefonicamente una coppia (C&M) di nostri amici che da diverso tempo risiedono negli Stati Uniti per ragioni di lavoro.
Quello che ci hanno riferito ci è parso molto interessante, per cui abbiamo deciso di pubblicare, a beneficio dei nostri lettori, uno stralcio della conversazione, che, ancora una volta, avvalora quanto avevamo già pubblicato su questo giornale.

La Red/azione de “Il Buio”

(C&M): La situazione è grave. Partiamo dal fatto che in alcuni Stati la percentuale dei pignoramenti è aumentata di circa il trenta per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: considerate che questa percentuale è iniziata a crescere in termini numerici ben prima che la crisi economica fosse al centro dell’attenzione della stampa mondiale.

La gente, insomma, e soprattutto quelli che avevano acceso mutui senza anticipo (al 100%), si è ritrovata senza casa ben prima che la Lehman fallisse.

Non solo, aggiungete che, comunque, anche chi riesce nel bene o nel male a sostenere
le rate del mutuo si ritrova alla fine con un pugno di mosche. Infatti chi ha sottoscritto un mutuo con le banche  si ritrova a dover pagare rate che salgono in modo esponenziale (ci sono alcuni miei vicini che si sono visti raddoppiare il costo di tale spesa), e si ritroveranno a possedere delle abitazioni il cui valore tende a decrescere in modo altrettanto esponenziale.

Per chiarirvi meglio il contesto, vi faccio il nostro esempio personale: al momento dell’acquisto, la casa dove ora viviamo valeva circa 450 mila dollari; il mutuo l’abbiamo sottoscritto solo tre anni fa, ma in questo momento lo stesso tipo di abitazione, nello stesso quartiere (quella di fianco alla nostra) viene venduta per 300 mila dollari.

In pratica noi stiamo pagando, con una rata che è arrivata  a circa 2000 dollari, ben 150 mila dollari in più il valore di mercato attuale della nostra abitazione. Ti aggiungo, come ciliegina sulla torta, che il cartello con scritto “For Sale” davanti quella casa è esposto da mesi e nessuno l’ha ancora acquistata…

Siccome i numeri sono importanti, vi facciamo presente che, secondo un articolo che leggevo qualche giorno fa, nella nostra medesima condizione si trovano più di 19 milioni di americani. Qui la gente vive nel terrore di perdere il proprio posto di lavoro e si parla, anche in questo caso, di milioni di potenziali disoccupati.

Qui la gente vive nel terrore di non essere più in grado di pagare il mutuo e di ritrovarsi in strada magari a vivere in una tenda.

Le associazioni che si occupano degli Homeless denunciano in ogni città degli Stati Uniti il proliferare di tendopoli costruite dagli sfrattati; qui  a Seattle ci vivono un migliaio di persone, ve ne sono a Reno, a San Diego, a Columbus… Insomma la crisi sta rendendo le metropoli Nordamericane molto più simili alle città dell’ America Latina con le loro baraccopoli ai margini della città.

Ora è vero che qui, e noi ne vediamo ancora tanti nella nostra zona, molti espongono la bandierina in solidarietà con le truppe combattenti, ma che questa solidarietà si dovesse trasformare in adesione concreta alle loro condizioni di vita, cioè andare a vivere in una tenda, ci pare un po’ eccessivo…

Trascrizione
a  cura di G.M.