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L'altra faccia delle Olimpiadi

Ora che le Olimpiadi di Londra si sono finalmente concluse, si possono tirare i primi bilanci. E ci si puó concedere un sospiro.
Secondo il quotidiano inglese The Indipendent, le Olimpiadi si sono svolte grazie ad un budget di circa 14,5 miliardi di euro, dei quali circa 1,8 sono arrivati da sponsor privati, fra i quali la Coca Cola (premiati per il rispetto dei diritti sindacali), la BP (ultima impresa in ordine di tempo la dispersione nel golfo del Messico di poco meno di cinque milioni di barili di greggio), Dow (orgoglioso fornitore di napalm all’esercito degli Stati Uniti), McDonald’s (campione dell’alimentazione sana e del rispetto dei diritti degli animali) e Adidas (fiero difensore dei diritti dei lavoratori del sud del mondo e di quelli dei bambini in particolare).

Non solo le grandi multinazionali hanno contribuito a sporcare con la loro condotta tutt’altro che irreprensibile la bellezza, la moralitá e la correttezza che, almeno a livello di immagine, si accompagnano pressoché da sempre ai giochi olimpici.
Ma sono riuscite a fare di piú.
Se si pensa a quella particolare multinazionale che è rappresentata dai giornalisti che si sono occupati dell’evento.  E che, in quella particolare competizione che è la gara di falsificazione delle notizie, si sono aggiudicati le medaglie in palio al pari degli atleti reali.
La medaglia d’oro è andata ai pennivendoli Inglesi, primi nella gara di discredito degli atleti della Cina Popolare, descritti come “imbroglioni, scherzi di natura e robot”.
Dopo la vittoria della nuotatrice Ye Shiwen, la BBC ha insinuato che fosse dovuta al doping, mentre il Mirror ha scritto di “brutali fabbriche di addestramento”, in cui gli atleti cinesi, “geneticamente modificati”, vengono “costruiti come automi”, con “tecniche ai limiti della tortura”.
Nella gara del falso da idiota realizzato da idioti, non potevano mancare gli italiani. Che si sono aggiudicati una simbolica medaglia d’argento grazie a tale Colledani, inviata del Sole-24Ore. Di questa prova provata che l’idiozia non conosce sesso e che, a paritá di condizioni di idiozia, le donne si rivelano ancor piú idiote degli uomini, forse per mancanza di esperienza, il giudizio sui cinesi i gara, cosí descritti: “La stessa faccia squadrata, la stessa concentrazione militaresca, fotocopia l’uno dell’altro, macchine senza sorriso, automi senza eroismo (e pennivendole senza cervello, aggiungiamo noi?, ndr)”, creati da una catena di montaggio che “sforna ragazzini come bulloni”.
Al Sole-24Ore va anche la medaglia di bronzo, mai come in questo caso assegnata per il colore della faccia che si è aggiudicata l’onoreficenza.
Per il fogliaccio della Confindustria, la Cina è l’ultima nazione ad avere “atleti di Stato”.
Ignorando, non si sa se per stupiditá o per idiozia congenita, che, dei 290 olimpionici italiani, ben 183 sono dipendenti statali in quanto membri delle Forze Armate: soltanto le Forze Armate, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza compresi, sono infatti in possesso delle strutture e dei finanziamenti in grado di consentire agli atleti una preparazione adeguata e continua, di tipo professionale.
Una militarizzazione dello sport, questa, che il ministro Di Paola chiama “binomio sport-vita militare, fondato su un’etica condivisa, caratteristica dell’appartenenza ad un corpo militare cosí come ad un gruppo sportivo”.
Vuoi vedere allora che, in realtá, le Olimpiadi di Londra non sono affatto  terminate ma continuano, sotto neanche tanto mentite spoglie, in Afghanistan, dopo aver conosciuto un’anticipazione in Libia e, prima ancora, in Jugoslavia?
Ah, dimenticavamo.
Il secondo motivo di sollievo.
Anzi, di vera e propria soddisfazione.
L’entitá sionista nota con il nome di Israele, a Londra, non ha conquistato neppure una medaglia di cartone: niente di niente! Meno ancora di Hong Kong (una medaglia di bronzo), del Botswana (una medaglia d’argento) o del Tagikistan (una medaglia di bronzo).
Un autentico scacco, per il “popolo eletto”.
Nonostante le note raccomandazioni in Alto Loco, “lá dove si puote ció che si vuole”, i sionisti hanno confermato che l’unico sport in cui eccellono è il “tiro al palestinese” disarmato ed indifeso, meglio ancora se bambino o vecchio.
Ma questo tipo di disciplina sportiva, con gran scorno della pennivendola idiota Colledani e dei suoi colleghi, non è considerata una disciplina da giochi olimpici…

P.R.