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Palloni rotondi, teste quadre

“Oggi pensavo che il calcio sia di equilibrio a tanta gente. Perché, mi domandavo, migliaia di persone vanno a vedere giocare il pallone”
Lucio Mastronardi, Il maestro di Vigevano, 1962.

Il calcio, inteso come gioco, lo sappiamo tutti, è lo sport più popolare del mondo.
Nel duplice senso: perché è lo sport più amato dal popolo, e perché, se praticato a livello dilettantistico, amatoriale, è molto spesso giocato in prima persona proprio da gente del popolo.
Se la tifoseria è popolare, lo è altrettanto l’estrazione sociale degli stessi Eroi del Pallone, individui che, a livello professionistico, possono vantare un conto in banca inversamente proporzionale alla lunghezza delle mutande indossando le quali questa particolare categoria di lavoratori si guadagna la proverbiale pagnotta (pagnotta?).
Insomma, gli Eroi del Pallone, gli Ibra, i Pato, i Milito, i Buffon…, sono, in genere, povera gente, anche se più “povera di spirito” che di denaro, lo Sterco del Diavolo (non solo milanista) per eccellenza.
Per farla breve, i Campioni che sono pagati fior di quattrini per rifilare calci ad una banalissima e stupidissima sfera di cuoi non sono e non sono mai stati mostri anche di intelligenza. E men che meno gente colta, che si sa esprimere a parole con la stessa maestria con cui si esprime a calci.
Anzi, per dirla tutta (e non ce ne abbiano i tifosi, numerosi anche fra le fila dei lettori de IL BUIO), sono alquanto ignoranti. Se volete, proprio come il “popolaccio” leopardiano, di cui sono da sempre gli Idoli, i Santi di quella vera e propria Religione Laica che è il gioco del calcio.
Qui sotto ve lo dimostriamo con qualche esempio. Vi dimostriamo cioè qual è il livello culturale-medio del Calciatori. Anche con qualche citazione assolutamente vera, a differenza dei “trenta scudetti” rivendicati per la sua Società dall’ultimo rampollo della famigerata Dinastia-Agnelli.

Sono pienamente d’accordo a metà col mister”.
Luigi Garzya

Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso fra di noi”.
Non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo”.
Non possiamo fare i coccodrilli e piangere sul latte versato e sulle uova mangiate”.
Il propagarsi o l’essere protagonista comunque sulla base quotidiana dei mezzi di comunicazione è un’esigenza che molti hanno, ma che è altamente inflazionistica”.
Giovanni Trapattoni

Per la mia carriera devo ringraziare i miei genitori, specialmente mio padre e mia madre”.
E’ veramente un onore fare qualcosa per questi bambini baciati in fronte dalla sfortuna”.
Ancora cinque anni e sarei diventato geometra”.
Io per giocatori come Kutnetzov e Mikhailichenko farei calze false”.
Ho caduto male e mi sono ingrinato una costola”.
Questa Inter è come un carro armato a vele spiegate”.
Alessandro Altobelli

Ti ho fatto un cross che era una pennellata! Sembrava un quadro di Pirandello!”.
Franco Causio

Ho visto una palla che mi arrivava, ho tirato una scagliosa e ho visto la rete che si abbuffava!”.
Giuseppe Bruscolotti

’Speriamo’ é un aggettivo che non voglio utilizzare”.
Walter Zenga

E’ un goal che dedico in particolare a tutti”.
Al termine dell’incontro i tifosi mi hanno spogliato e toccato. Li ho compresi: l’avrei fatto anch’io, mi sarei toccato da solo”.
Certo, non ho un fisico da bronzo di Rialto”.
Totò Schillaci

Rispetto i gay e di conseguenza anche l’omofobia”.
Francesco Totti

State calmi, cazzo!”.
Alberto Malesani

E.C.