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Tecnici? Macchè: banchieri!

Chissà quante volte vi sarà capitato di ascoltare commenti del tipo: “Ma per prendere dei provvedimenti come quelli dell’attuale Governo, c’era proprio bisogno dei professori della Bocconi? Non bastava un bottegaio qualunque o un amministratore di condominio?”.
In questo particolare caso, il detto Vox populi vox dei va senz’altro contestato: per poter promuovere manovre così funzionali al sistema capitalistico in generale (ed al capitale finanziario in particolare) c’era proprio bisogno del professoroni dell’Università Bocconi. Visto e considerato, dall’imperialismo yankee, che la classe politica al governo si era dimostrata del tutto inefficace, incapace e, tanto per cambiare, corrotta.
In realtà, a dispetto dell’opinione di maggioranza e di quella direttamente plasmata dai mezzi di persuasione di massa, i professoroni della Bocconi e gli altri “tecnici” della loro stessa consorteria stanno lavorando al servizio del sistema bancario europeo e mondiale. Oltretutto, in modo eccellente. Ovviamente dal punto di vista degli interessi di classe che essi cercano di tutelare al meglio.
Scendiamo in qualche dettaglio.
Come tutti sanno, Stoccafisso-Monti è diventato Presidente del Consiglio, per investitura di Sua Maestà Napolitano, l’11 novembre 2011.
Ufficialmente per salvare l’Italia dal fallimento.
Da allora il debito pubblico è passato da 1905 a  1948 miliardi (dato dell’aprile 2012); la disoccupazione giovanile ha toccato la cifra record del 34,2%, il Prodotto Interno Lordo (PIL) calerà, secondo le previsioni ufficiali, del 2,4% su base annuale; la richiesta di mutui per l’abitazione è diminuita del 47%; e via elencando fallimenti dopo fallimenti.
Quello forse più clamoroso: lo spread. Termine che il popolino-bue ha utilizzato, in occasione della partita di calcio con la Germania agli ultimi Europei, per sbeffeggiare gli epigoni del Reich senza neppure conoscere, come si conviene con gli analfabeti, di ritorno e non, il significato della parola.
Il compito affidato a Baccalà-Monti consisteva, come tutti ben sanno, nella diminuzione, per l’appunto, dello spread. Per questa ragione, il Governo aveva introdotto l’IMU (pagata da Maroni e dal suo clan di pezzenti farabutti, a dispetto dei proclami ufficiali della Lega!), aumentato le tasse, tagliato le spese per l’Istruzione e per la Salute, cancellato l’articolo18, e via sforbiciando.
Lo spread pare non aver risentito molto delle attenzioni riservategli: nei giorni scorsi è salito a 480 (!) – che non é, checché ne pensi il barista del mio paesetto, il totale dei goals inflitti dalla Nazionale italiota all’omologa crucca – , mentre i titoli pubblici hanno conosciuto un declassamento che li ha pericolosamente avvicinati ai titoli-spazzatura.
Aumento delle tasse, della disoccupazione, condito da tagli e ritagli (nel senso di nuovi tagli) alla Spesa Sociale.
E, soprattutto, a beneficio delle banche, del capitale finanziario e dell’imperialismo yankee, il vero burattinaio che muove, a dispetto delle apparenze, l’attività di un Governo di professoroni universitari, cioè di miserabili tecnici senza arte né parte (beh, ad essere obbiettivi, senza parte no: la parte é sempre quella, è la parte dei padroni, di “lor signori”).

Eugenio Colombo