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A Taranto finisce la classe operaia del Sud!

Riceviamo e pubblichiamo.
La Red/Azione


Dopo la battaglia sull’art 18, e contro il ricatto lavoro VS diritti.
E ora per gli operai del sud, dell’Ilva si scopre che il lavoro viene prima dei diritti.
E stiamo parlando del diritto alla salute per loro, per le loro famiglie e per i loro figli.
C’è un’importante industria nazionale che produce basandosi su un patto scellerato salute VS lavoro, e in questo modo macina utili da decenni. L’Ilva è lì da decenni, molto prima dei fatti della Fiat e dell’art.18, e di questa guerra tra poveri, di questo servaggio sono complici sindacati, partiti, Stato.
Per mantenere degli operai in quelle condizioni, lo Stato spende moltissimi di soldi per le cure kemio-tumorali e assistenza, – senza contare i costi sociali -, e altrettanto ne spenderà (se ci saranno soldi) per un improbabile futuro disinquinamento.
Anche questo “modello”, – come il debito pubblico – è un modo per scaricare sulle generazioni future la sopravvivenza del presente. Questo è il modello di “sviluppo” che si è andato a determinare da decenni parte, sopratutto al Sud.

A Taranto finisce la sinistra!! … Il sogno della sinistra.
Dal capitalismo non ci si aspetta nulla di buono, ma dalla sinistra (tutta) di aspettative riposte ce ne sono state tante.
E un minimo di progetto per “conciliare” capitale e lavoro, giovani e anziani, DOVEVA esserci! Almeno in questa fase, in attesta di piantare la tanto agognata economia alternativa!
Invece oltre le chiacchiere, e i famigerati “patti” sociali di partiti e sindacati, ufficiali o meno, che sono andati proporsi in tutti questi anni, che invece hanno gestito solamente la decrescita di potere-salario-occupazione operaia e la loro emarginazione sociale.
Non ci resta che stabilire la data del funerale, la Fiat da un lato, Taranto e Siracusa dall’altro, fanno emerge la miseria totale della cultura politica-economica di sinistra (solo orientata alle alleanze politiche e alle campagne/progetti elettorali).
Perchè questo è l’epilogo della lunga quaresima della sinistra da tempo senza storia, e senza memoria.
Delle colpe vanno date anche “all’intellighenzia di sinistra”, ancellare, tutta orientata a fare mercato a vincere premi letterari, ai passaggi in TV, a raccontare il Rè, e si è totalmente dimenticata di questa Italia profonda, di questa vandea operaia, dei sudditi del Sud.

Antonio Savino
(ex operaio Fiat)
28 Luglio 2012