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Vieni avanti, cretino!

A cerchiate o meno

Rubrica periodica oggi a cura di E.C.

“…l’effetto che Hamas produce in ampi settori dell’opinione della sinistra europea è mostruosamente pericoloso e produttore di possibili effetti devastanti…
Qualcuno può ancora non capire perché uomini, donne, bambini possono (e lo sono) essere usati come scudi umani, indottrinati tramite televisioni, scuole,  tradizioni esasperate, mandati a morire per difendere un potere violento, lurido, totalitario dei vari leader dell’organizzazione islamica?
Qualcuno può ancora non pensare che la manipolazione abbia raggiunto livelli così totali e nauseanti fino all’uso spregiudicato delle immagini più sconvolgenti per fini di propaganda?
Allora, senza se e senza ma, Hamas rappresenta per qualcuno ancora una possibile istanza e sponda di emancipazione per un popolo martoriato e sofferente come quello palestinese?
Chi ha urlato, o anche semplicemente taciuto o fatto finta di niente o ammiccato con coloro che hanno gridato in qualche corteo “Hamas, Hamas”, gli ebrei nelle camere a gas”, sappia che sta difendendo o solidarizzando con questa realtà”.

Quelle che, trattenendo a fatica il disgusto, abbiamo appena trascritto sono soltanto alcune delle farneticazioni, delle menzogne (in quale corteo militante si è mai gridato “Hamas Hamas, gli ebrei nelle camere a gas”? sostenerlo, spacciando per verità indiscussa una falsità palese, che cos’è, se non una lurida provocazione, affatto inimmaginabile, considerando la parte politica da cui proviene?) e delle fesserie contenute in un articolo a firma Francesco Codello e contenute nel n.39 di A-Rivista Anarchica.
Una pubblicazione, ci suggeriscono i competenti, della “destra anarchica”, quella che, giusto per mantenere la concorrenza dell’estrema destra picista, non si vergogna di strizzare l’occhio a magistrati “progressisti” alla Salvini.
In realtà, le farneticazioni imbecilli e provocatorie di Codello (ma è un nome vero? O uno pseudonimo?) sembrano dar ragione a quanti sostengono che, da qualche tempo a questa parte, la coperta dell’anarchia gareggia con quella dei Verdi nel celare l’assoluto vuoto politico e personale di individui che non sanno, per mancanza di cultura, di conoscenza e di capacità, dove e come collocarsi.
Così, definirsi “anarchico” è un po’ come definirsi “verde”: significa non definirsi realmente, non schierarsi, non prendere posizione; significa rifugiarsi sotto le coperte di una categoria (quella, nel nostro caso, di Anarchia) che contiene tutto ed il contrario di tutto, che raggruppa e chiama a raccolta gli imbecilli solo perché non richiede nessun certificato di avvenuta vaccinazione dall’ignoranza, dalla vocazione delatoria, dall’inclinazione all’etilismo cronico.
Codello, probabilmente, è solo un cretino bugiardo; ma gli anarchici che non hanno preso e che non prendono le distanze da lui, ma che anzi ne ospitano, senza scrupoli e preoccupazioni quantomeno di dignità personale, le farneticazioni sono da considerarsi soltanto dei cretini sprovveduti?
Comunque, viva l’Anarchia!
Quella di Ravachol e di Bresci, quella vera, senza la A cerchiata finale…