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Un boia in meno

La notizia è stata riportata dai principali quotidiani nazionali un po’ in sordina, quasi con imbarazzo.
Eppure è una di quelle notizie, ci si perdoni il bisticcio di parole, che mettono seriamente in dubbio la “fede” di chi non ha fede nell’esistenza di una giustizia divina.
Nei giorni scorsi, per la precisione il 28 febbraio, è morto in Afghanistan, schiacciato dall’autoblindo di una compagnia di cosiddetti contractor privati yankee (leggi più correttamente: di miserabili mercenari) Santos Cardona.
E chi era Santos Cardona? Un cantante rock? Un mercenario qualsiasi? Una bestia come ce ne sono tante in Afghanistan e negli altri Pesi invasi ed occupati dagli USrAeliani?…
La (criminale) fama di Cardona è legata alla fotografia, diffusa in tutto il mondo nella primavera del 2004, che lo ritrae mentre tiene al guinzaglio Duco, un terrificante pastore belga impegnato ad azzannare i prigionieri irakeni nel famigerato campo di Abu Ghraib. Il cane-Cardona all’epoca aveva trent’anni ed era  inquadrato nel 320esimo battaglione della polizia militare USA come sergente.
Appassionato addestratore di suoi simili, nell’autunno del 2003 era stato aggiunto alle unità cinofile incaricate di fare la guardia ai prigionieri di Abu Ghraib. Nel rapporto redatto in seguito allo scandalo provocato dalle foto che hanno fatto il giro del mondo mettendo a nudo l’ennesima barbarie nordamericana, Cardona veniva indicato come pienamente partecipe delle torture, delle violenze sessuali più o meno esplicite e degli atti di sadismo commessi contro carcerati disarmati e del tutto inermi.
Benché rischiasse, in via teorica, almeno vent’anni di galera, il primo giugno 2006 venne condannato da un Tribunale Militare per “abusi ai danni di detenuti e gravi mancanze nei suoi doveri di soldato”.
Le pene? Ridicole, come i reati che gli erano stati attribuiti: novanta (novanta!!!) giorni di lavori forzati, la degradazione ed una multa di 7200 dollari, da trattenersi a rate sulla busta paga del cane-mercenario Cardona.
Ora, l’Animale ha liberato l’Umanità della sua vergognosa presenza. Forse a dimostrazione che, piaccia o non piaccia, una Giustizia più o meno divina c’é… Un boia è morto, morte a tutti i boia: compagni, cin cin!

di Luca Ariano