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Nei secoli coerente

Lui è il Presidente di un numero sempre decrescente di Italiani.
Dopo essere stato l’uomo-chiave del golpe bancario (qui delle bestie in giacca e cravatta; in Argentina, non troppi anni fa ed in situazioni analoghe alla nostra, delle bestie in divisa ed in abito talare) che ha portato Mario Monti alla presidenza del Consiglio, il Nostro colleziona figuracce di ogni tipo e genere muovendosi in su ed in giù per lo Stivale scortato da un’armata di sbirri da far invidia al meticcio che regge le sorti del mondo, a testimonianza della sua popolarità quotidianamente millantata dalla TV di Stato e dai media di regime, quelli “di sinistra” per primi.
Ultima in ordine di tempo, dopo le contestazioni in Sardegna, la decisione, del tutto in linea con il personaggio e con il suo ruolo, di non ricevere una delegazione di sindaci contrari alla TAV Torino-Lione.
Ma Lui chi è, che storia ha, ammesso che abbia una storia che val la pena di essere raccontata?
Affidiamone la ricostruzione ai documenti, al solito più eloquenti ed obbiettivi di qualunque ricordo personale.

Bologna, luglio 1941, dal giornale universitario del GUF di Padova:
L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi, dato che il nostro sicuro Alleato (è) lanciato alla conquista della Russia, vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali

Novembre 1956, nella veste di dirigente del “Grande e Giusto Partito Comunista”:
L’intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’URSS di intervenire con decisione e con forza per fermare l’aggressione imperialista nel Medio Oriente (operazione anglo-egiziana in Egitto, a Suez, con intervento sionista, ndr) abbia contribuito, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’URSS ma a salvare la pace nel mondo”.

Settembre 1981: dichiarazione, sul conto del Nostro, di Claudio Martelli, vicesegretario del PSI di Craxi:
Napolitano è l’uomo dell’eurocomunismo, del dialogo con la DC, poi con il capitalismo illuminato, poi col PSI. Se egli sia una sorta di ‘passator cortese’ del comunismo italiano o la punta di iceberg di elettori, quadri, amministratori, sindacalisti comunisti in transizione verso la socialdemocrazia europea è quanto cercheremo di capire con tutta la simpatia che merita chi porge la mano aperta e non il pugno chiuso”.

Dicembre 2011, il Nostro nella veste di Presidente della Repubblica:
Sull’irrinunciabilità dell’euro e la determinazione di difenderlo non vi devono essere dubbi. La stabilità dell’economia mondiale è strettamente legata alla tenuta della moneta unica”.

Dicembre 2011, messaggio per la XXII edizione di Telethon:
L’Italia deve far fronte a grossi rischi per la propria finanza, per la propria economia, deve riuscire a fare bene la sua parte per l’Europa e per se stessa”. La situazione richiede dunque “sacrifici agli Italiani di tutti i ceti sociali, anche agli Italiani dei ceti meno abbienti, perché si facciano le scelte indispensabili al fine di preservare lo sviluppo della nostra economia e della nostra società in un clima di libertà e di maggiore giustizia”.

Occorre leggere altro per capire chi è, che storia personale ha, quali interessi rappresenta e difende l’ultimo, forse solo in ordine di tempo, “uomo per tutte le stagioni” dell’imperialismo italiota e non solo italiota…?


Luca Ariano