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Una grazia

La notizia è di qualche tempo fa, per la precisione degli inizi di gennaio.
Guidata (si fa per dire, tenuto conto del livello di intelligenza medio degli interessati, tutta gente convinta, con il sindaco leghista di Varallo Sesia, che la Padania esiste perché c’è il grana padano!) dal prof. Andrea Rognoni, uno che ci augura non debba la propria laurea al fatto di aver dichiarato che “il terremoto in Abruzzo è segno profetico dell’imminente islamizzazione dell’Europa”, che “Anna Frank non è una santa e crepi con Satana chi ci accusa di moralismo” e, dulcis in fundo, come dice sempre il Trota dopo aver vuotato la tazzina di caffè per leccare lo zucchero depositatosi sul fondo, “lunedì andremo alla Malpensa e partiremo alla ricerca del Sacro Graal”, guidata – dicevamo -  da Andrea Rognoni (nomen omen), una delegazione di leghisti si è recata in visita alla Madonna di Lourdes, quella nota per fare un sacco di miracoli tranne quello di dare un cervello ad Umberto Bossi, per chiedere, tanto per essere originali, “una grazia”.
Quella di promuovere il Trota junior agli esami, suggerirete voi. O di restituire l’ex ministro Maroni all’unica professione che forse è in grado di praticare, e cioè il suonatore di piffero. O di far fruttificare gli investimenti leghisti in Tanzania, terra di negher e di bongo-bongo come nessun’altra…
Ma no, ma no: niente di tutto questo.
Piuttosto, tenetevi stretti, per chiedere la grazia del… riconoscimento della Padania!
Nelle stesse ore, peraltro, una seconda delegazione, questa volta guidata da Sara Fumagalli, dell’Umanitaria Padana ONLUS (e poi c’è ancora chi si ostina a negare che associazioni di questo tipo si occupino di deficienti e di malati di mente irrecuperabili) si recava dall’altra Madonna, quella di Medjugorje, ricordando che “la Madre di dio  è apparsa a Bergamo parlando bergamasco e in Veneto parlando veneto” (?).
Senza comunque specificare se questo sia un “segno della volontà di dio” o l’ennesima… puttanata della madonna.

Eugenio Colombo

Un aggiornamento delle “imprese leghiste” degli ultimi giorni.
Il sindaco di Sesto Calende, un paese del Varesotto, tale Marco Colombo, un poveraccio (“di spirito”, aggiungerebbe il Vangelo) di 37 anni, ha fatto ritirare dagli scaffali della biblioteca comunale un libro ritenuto “scomodo ed ostile” al Carroccio, “L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord”, di Lynda Dematteo.
Inizialmente, il sindaco ha cercato un modo “alternativo” per farlo sparire dalla circolazione in modo “legale”. Si è inventato una sorta di prestito permanente prima lo ritira un militante, poi, una volta restituito entro i tempi previsti, lo preleva un altro militante, e così via. Così da rendere di fatto indisponibile il volume. Col passare del tempo, tenuto sicuramente conto che la Lega di Sesto Calende non conta un numero così alto di militanti alfabetizzati, il sindaco ha avuto l’idea finale, risolutiva: autorizzare la vendita definitiva dell’opera, allo scopo, neanche tanto misterioso, di toglierla definitivamente dagli scaffali. E l’acquirente? Beh, semplice: la locale sezione della Lega Nord! Che mai come in questo periodo si scoprirebbe una passione incontenibile per i libri, e per la cultura in generale.
Una soluzione, comunque, assolutamente geniale, per un partito che è convinto che i lettori siano personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori e che l’unico libro che meriti di essere letto è l’autobiografia dell’ex ministro Calderoli: una sola pagina scritta larga..