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Chi non ha rispettato la tregua? Hamas? No, certo che no!

Nonostante le previsioni che davano per certa la vittoria di Fatah (capeggiato dal presidente palestinese moderato Abu Mazen, sostenuto da Stati Uniti e Israele), ‘Cambiamento e Riforma’, il partito politico di Hamas, vince le elezioni nei Territori Palestinesi (le prime libere e regolari del mondo arabo) con il 44 per cento dei voti sulla base di un programma di lotta alla corruzione e di miglioramento dei fatiscenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza.
“I palestinesi hanno votato per Hamas anche perché hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi: nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese“, scriveva William Sieghart, inviato del ‘Times’ di Londra. “La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di cinquecento laureati con il titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri). La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da più di 60 anni“.

Marzo 2006 – Marzo 2007
Invece di riconoscere il governo palestinese di Hamas democraticamente eletto, presieduto da Ismail Haniyeh, Stati Uniti e Israele hanno da subito cercato di rovesciarlo, fomentando una guerra civile intra-palestinese e armando le milizie di Fatah per imporre ai palestinesi un nuovo governo non eletto. Lo stallo politico e gli scontri tra Fatah e Hamas proseguono per oltre un anno, causando centinaia di morti tra le due parti.

Marzo – Giugno 2007
Hamas accetta di formare un governo di unità nazionale con Fatah. Ciononostante gli scontri tra le due fazioni non si fermano, anzi, nel mese di maggio si intensificano fino a sfociare a giugno nella battaglia di Gaza. Abu Mazen dissolve il governo di unità nazionale proclamando lo stato d’emergenza e Hamas conquista militarmente il controllo della Striscia di Gaza, instaurando un governo presieduto sempre da Ismail Haniyeh. Il presidente Abu Mazen, Israele e Stati Uniti non riconoscono il nuovo governo di Gaza, accusando Hamas di ‘colpo di Stato’. Hamas rivendica la propria legittimità a governare in virtù della vittoria elettorale del gennaio 2006.

Settembre 2007
In seguito alla ripresa dei lanci di razzi Qassam da parte di Hamas, Israele dichiara la Striscia di Gaza ‘territorio ostile’ e la sottopone a un rigido embargo, tagliando i rifornimenti di carburante e derrate alimentari e impedendo ai gazawi di recarsi al lavoro in Israele. Questo blocco (criticato dalle associazioni internazionali per i diritti umani in quanto forma di ‘punizione collettiva’) nel giro di pochi mesi porta al collasso la già malmessa economia della Striscia, riducendo la popolazione alla disperazione, ma non ferma il lancio dei razzi Qassam.

Marzo 2008
Israele scatena a inizio mese un’offensiva aerea e terrestre nella Striscia di Gaza (operazione ‘Inverno Caldo’), uccidendo in pochi giorni 112 palestinesi, di cui 58 civili. Raid aerei israeliani e lanci di Qassam proseguono per tutta la primavera.

Giugno 2008
Hamas e Israele concordano una tregua di sei mesi: Israele si impegna a rimuovere il blocco economico alla Striscia di Gaza in cambio della fine del lancio dei Qassam da parte di Hamas. La pioggia quotidiana di razzi di Hamas su Israele cessa (solo Jihad Islamica e Brigate dei Martiri di Al-Aqsa – braccio armato di Fatah – sparano di tanto in tanto), ma Israele non riapre i valichi e continua a compiere ‘omicidi mirati’ contro esponenti di Hamas nella Striscia di Gaza.

Novembre 2008
Approfittando della distrazione mediatica provocata dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il 4 novembre Israele rompe definitivamente la tregua compiendo un’incursione militare nella Striscia di Gaza nel corso della quale vengono uccisi diversi miliziani di Hamas. Il giorno dopo riprende il lancio dei razzi Qassam sul sud di Israele.

Dicembre 2008
Due giorni dopo Natale, in risposta al lancio dei Qassam, Israele scatena l’operazione ‘Piombo Fuso’, uccidendo in 12 giorni quasi 700 palestinesi, per metà civili.

A cura di Renzo