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Ossimoro sionista

Non passa giorno senza che, nel nostro (sfortunato) Paese, il popolino-bue, che ha con l’Intelligenza lo stesso rapporto conflittuale del Trota, ed i suoi degni Rappresentanti non perdano occasione per biasimare (giusto per usare un eufemismo) usi e costumi di popolazioni che conoscono meno ancora di quanto l’erede di Bossi-handicap senior non conosca le materie scolastiche in cui è stato ripetutamente e puntualmente bocciato. Per carenza di raccomandazioni.
C’è allora da chiedersi: cosa penserebbe, il popolino-bue, dei sionisti?
Sì, proprio dei sionisti.
Li giudicherebbe dei “barbari incivili ed ignoranti”, oppure semplicemente dei propri simili, considerati i loro rapporti con il popolo palestinese?
Ma veniamo, senza indugiare oltre, come disse il boia prima di tagliare la testa al re di Francia, ai fatti. La cui eloquenza è più rumorosa dell’impatto della Costa Concordia sugli scogli dell’isola del Giglio.
La Suprema Corte dell’entità sionista ha recentemente ratificato (per un voto soltanto!) la “costituzionalità” della Legge di cittadinanza del 2002. Tutto ciò, si badi bene, in un Paese che non ha una Costituzione!
La Legge/2002, al pari di altre leggi analoghe, mira ad instaurare una maggioranza demografica che giustifichi il carattere giudeo dello stato sionista. Fra l’altro, la legge in questione nega alla popolazione arabo-palestinese con cittadinanza “israeliana” (il 20% del Paese) il diritto a vivere all’interno de territorio dell’entità sionista insieme con coniugi provenienti dai Territori Occupati o da “Paesi nemici”, e cioè, per la Legge/2002,  Siria, Libano, Iraq ed Iran.
Migliaia di famiglie palestinesi si trovano in tal modo a rischio di una deportazione imminente di uno o più dei suoi membri verso le località di origine, siano esse i Territori Occupati o i Paesi considerati, più o meno fondatamente, “ostili”.
L’alternativa? Vivere separatamente oppure lasciare l’entità sionista, questa aggregazione blasfema di rinnegati del “comunismo russo”, di sub-imperialisti e di religiosi ortodossi che considerano la Bibbia come un documento notarile con valore testamentario…
Una sola domanda, peraltro del tutto retorica, a mo’ di conclusione: se l’entità sionista è un “modello di democrazia” non solo per il Medio Oriente ma addirittura per il mondo intero, che cos’è l’apartheid che i sionisti mettono in pratica non da oggi, bensì da sempre?
Una “apartheid democratica”? Un ossimoro, per l’appunto, sionista?

Luca Ariano