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Bestiario d'anno nuovo. A proposito di Gaza.

Le dichiarazioni dei politici e dei giornalisti nostrani sull’invasione sionista della striscia di Gaza sono quanto di più vergognoso, becero, arrogante, ci si potesse aspettare. Vi proponiamo ora una breve rassegna delle dichiarazioni e delle bestialità di questi prezzolati servi dell’imperialismo proponiamo con tanto di commento delle cose che più ci hanno colpito. A futura memoria.

I Tg
Ogni servizio della Tv pubblica e di quella privata a prescindere dalla appartenenza partitica (quindi vale dal Tg 1 al Tg 3) sull’invasione della striscia di Gaza ha come incipit la frase “ricordiamo che  la tregua l’ha rotta Hamas”. Un martellamento mediatico atto a giustificare quello che le immagini mostrano, cioè bambini feriti trascinati in ospedali precari e senza medicinali; insomma se gli israeliani ammazzano i civili è perchè i palestinesi se la sono cercata. Del resto la soluzione del problema che questi servi hanno da affrontare è quanto mai complicata: come far apparire giusta una guerra contro una popolazione rinchiusa in un carcere a cielo aperto, dove si rischia la morte per fame o per malattie che sarebbero curabili se gli abitanti di Gaza potessero muoversi dal loro territorio e dove la sproporzione tra le forze in campo è infinitamente sbilanciata  favore dei sionisti?
Ad uno spettatore con un minimo di intelligenza e raziocinio qualche dubbio dovrebbe venire pur essendo digiuno di politica, almeno in virtù di quei principi  che la propaganda nostrana spaccia come valori universali.

1) La tregua: viene considerato come primo atto di rottura della tregua il lancio di razzi palestinesi in territorio israeliano. Non vengono considerati atti di rottura della tregua gli omicidi mirati da parte dell’esercito israeliano nei confronti dei dirigenti di Hamas che ben prima della risposta palestinese, e a tregua in corso, erano avvenuti nei territori.
2) La tregua 2: la tregua prevedeva che dovessero entrare le merci nel territorio di Gaza. Gli israeliani hanno rispettato solo in minima parte questo punto tant’è che a Gaza i magazzini sono vuoti, non vi sono medicinali a sufficienza, la maggior parte della popolazione è senza lavoro e si sopravvive se gli aiuti umanitari riescono a passare (diverse imbarcazioni di pacifisti recanti aiuti umanitari per es. furono respinte dalla marina di Israele ben prima che la tregua fosse considerata rotta). Ma anche questa non è considerata una rottura della tregua da parte israeliana.
3) La tregua 3: anche ammettendo  per un momento che siano stati proprio i palestinesi i primi ad aprire il fuoco non ne avrebbero dei motivi validi? Dovrebbero starsene buoni mentre sono rinchiusi in una città-prigione a  morire di fame mentre il loro vicino prospera sulle terre che gli ha sottratto con l’avallo delle potenze occidentali nel corso degli ultimi cinquant’anni?
4) La democrazia: Hamas ha vinto delle elezioni regolari. In Israele si svolgeranno le elezioni politiche tra due mesi (stragi di palestinesi in cambio di voti?).

Il sinistro
Sabato 3 gennaio si sono svolte diverse manifestazioni in tutta Europa, ma la cosa che più ha creato scandalo, a stragi in corso, sono stati gli incendi delle bandiere americane e israeliane tant’è che un noto esponente della intellighenzia di sinistra nostrana ha avuto modo di commentare: “Bruciare la bandiera di un popolo è come bruciare la nazione…”. Ci riferiamo a Moni Ovadia il quale, evidentemente, non ha il senso della proporzione: a fronte della strage di civili questa è l’unica cosa che gli viene da commentare? In  particolare se bruciare una bandiera vuol dire bruciare una nazione, bombardare una nazione, bruciarne le case e ucciderne i figli a cosa equivale?

Il destro
Per assurdo ha più dignità il commento di De Corato il quale si è permesso di dire che Milano è stata invasa da teppisti che volevano creare problemi a quei milanesi intenti ad approfittare degli sconti di fine stagione per fare acquisti. In fondo ha ragione: che senso ha disturbare il sonno celebrale di un popolo di sottosviluppati al quale possiamo dare da bere, attraverso i mezzi di informazione, di tutto?

M.R.