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Chi ha liberato Auschwitz?

Lo scorso 27 gennaio si è celebrato il 66° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, un episodio storico che soltanto una canaglia ex-picista come Benigni, nel suo film “La vita è bella”, poteva attribuire, a dimostrazione che il servilismo dei pentiti non conosce neppure il limite della verità, all’Esercito nordamericano.
Nell’Europa di oggi, diretta dal capitale finanziario e dalle multinazionali d’Oltreoceano; in un’Europa che sprofonda sempre più nelle sabbie mobili del revisionismo storico, della menzogna e dell’anticomunismo neofascista; che arriva ad equiparare, senza alcun pudore, il comunismo ed il nazismo; che si accinge ad approvare, grazie al parlamento dell’Estonia, una legge che concederà il titolo di “lottatori della libertà” ai membri della legione SS estone che combatterono a fianco delle truppe di Hitler contro il popolo sovietico durante la seconda guerra mondiale; che considera favorevolmente l’intenzione del governo della Romania di impedire che un’organizzazione possa definirsi “comunista” per “salvaguardare la sicurezza nazionale”.
In questa Europa sotto controllo dell’imperialismo USraeliano ed al servizio dei progetti genocidi e guerrafondai dell’entità sionista; in questa Europa trasformata in una portaerei USA ed in uno sportello bancario della Goldman Sachs; in questa Europa di servi, padroni, spie, infami e pentiti, è doveroso ricordare che fu l’Esercito Rosso, l’Esercito Rosso di Stalin e dell’Unione Sovietica, composto nella quasi totalità da operai e da contadini, a liberare il campo di sterminio di Auschwitz.
A ricordare il ruolo dell’Armata Rossa sovietica e a ribadire, per quel che ci riguarda, che fu il sacrificio di milioni di cittadini sovietici, comunisti e non a rendere possibile la sconfitta del Nazismo storico.
E a liberare anche coloro che oggi non perdono occasione di vomitare insulti e falsità sul ruolo e sulla funzione dei comunisti rivoluzionari; su tutti coloro che non accontentano della versione opportunista e di comodo dei Benigni di turno…

Onore all’Armata Rossa sovietica e a tutte le grandi e piccole Armate Rosse, di ieri, di oggi e di domani!

P.R.