Canale Video


Calendario

Dicembre 2020
L M M G V S D
« Nov    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Archivio Articoli

Un sindacato da ridere

“Noi non faremo da ruota di scorta a nessun Governo”, ha dichiarato Susanna Camusso direttamente dal bagagliaio.
Anonimo Padano

Sul Sindacato e sui sindacalisti in genere è già stato detto quasi tutto. Quel che di bene o di male c’era (e c’è) da dire.
Be’, non proprio tutto. Mancava la “perla” di cui vi riferiamo qui sotto. A dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il Sindacato si propone sempre più come un’accozzaglia, oltre che di spie e di collaborazionisti, di emeriti imbecilli. Che siano targati CGIL, CISL o UIL non ha nessuna importanza…

La notizia arriva da Grosseto. Ed è datata metà dicembre 2011.
Manola Mengozzi è una delle rappresentanti sindacali della MABRO. Una di quelle che, qualche giorno prima, insieme con le sue compagne di lavoro, aveva preso la stoffa ed i pennarelli, e si era messa a scrivere alcuni striscioni. Naturalmente striscioni di lotta, non quelli che gli “operai” di solito si portano allo stadio quando vanno a fare il tifo per la “squadra del cuore”, che in genere è anche, guarda caso!, la squadra del padrone.
Davanti alle frasi dello striscione, neppure poliziotti e carabinieri hanno avuto qualcosa da ridire, a conferma non tanto che PS e CC simpatizzano per il movimento dei lavoratori quanto del fatto che il loro contenuto (delle frasi dello striscione) era assolutamente inappuntabile (il termine, che fa riferimento ad un grado militare è, ovviamente, affatto voluto).
Beh, “assolutamente” non proprio. Considerato che il segretario provinciale della CGIL, tale Lorenzo Centenari (nomen omen), ha preso le distanze dallo striscione dichiarando che il nome della sua organizzazione sindacale “non poteva stare accanto a quelle stelle dal sapor di terrorismo”.
“Stelle dal sapor di terrorismo”: ma quali? Reggetevi forte: quelle piccole stelle rosse che erano state dipinte sullo striscione. Come avviene normalmente sulla gran parte dei cartelli, dei manifesti, delle bandiere e delle scritte che da decenni accompagnano le lotte sindacali, aggiungiamo noi!
Una stella cometa è una cosa, una stella rossa a cinque punte un’altra”, ha ribadito, con una logica che avrebbe fatto arrossire per sagacia e profondità di pensiero, persino Aristotele, il Centenari di nome e di età mentale.
E da questa cosa noi abbiamo preso le distanze”, ha concluso.
Tanto per chiarire che, di questi tempi, l’ultima parola deve sempre essere degli imbecilli.

RED7