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Il governo dei banchieri di Dio

Il nuovo Governo – è arcinoto – ha alla propria direzione uno “stimato” economista, Mario Monti (sulla stessa falsariga, si potrebbe tranquillamente affermare che il precedente Governo-Berlusconi era guidato da un noto show man).
Per la verità, un economista sui generis, se si pensa che Monti, già presidente e rettore dell’università Bocconi, vanta al proprio attivo solo 13 pubblicazioni; e che solo una volta (!) le sue produzioni teoriche sono state citate da una rivista internazionale. Un caso più unico che raro, come avrebbe commentato un biografo del “compagno comunista” Enrico Berlinguer: un preteso “economista di chiara fama” che nessuno dei suoi pari (mai termine fu più appropriato, trattandosi di Casta) riconosce come tale!
Monti – anche questo è arcinoto – guida un Governo “di tecnici”, in particolare di banchieri e di docenti universitari, vale a dire di gente “che viene dal popolo” e che “stata scelta dal popolo”.
I “tecnici”, tuttavia, non sono solo tali, più o meno a buon diritto: sono anche cattolici, e cioè espressione ed emanazione, oltre che delle banche e degli organismi sovra-nazionali legati al capitale finanziario internazionale, del Vaticano, ed in particolare di un tipo di Cattolicesimo fortemente tradizionale (in altri tempi si sarebbe detto: estremamente reazionario).
E’ stato infatti il Pontefice a definire la nuova compagine di governo “una equipe molto bella”, probabilmente anche per le note personali caratteristiche dei ministri che la compongono.
Prendiamo il neo-ministro della Giustizia, Paola Severini. Oppure il ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi: rettore dell’università Cattolica di Milano, è considerato vicino ai cardinali Ruini e Bagnasco e fervente sostenitore di un “ritorno ai valori religiosi” (che, per la verità, nonostante le intemperanze del Superviagra Nazionale, non sono mai state abbandonate: purtroppo).
Anche Renato Balduzzi, ministro della Salute, arriva dall’università Cattolica. Fino al 2009 ha presieduto un Movimento di azione cattolica (Movimento ecclesiale di impegno culturale).
Corrado Passera, il “tecnico” che viene da più parti considerato come la vera eminenza grigia di un governo che ha alla propria guida la controfigura del maggiordomo del castello di Dracula, il vampiro che rappresenta il prototipo dei parassiti che succhiano fino all’ultima goccia di sangue alle loro malcapitate vittime, è un banchiere estremamente cattolico, si dice di appartenenza Opus Dei, la massoneria degli ometti in sottana e crocefisso.
Il Ministro della sicurezza sociale, Elsa Foriero, quella che, a differenza dei coccodrilli, finge di piangere prima di aver ingoiato e digerito le proprie vittime, non dopo averlo fatto, è stata vice-presidente della Compagnia di San Paolo fino al 2010 e vice-presidente del consiglio di sorveglianza della stessa società.
Il responsabile dei rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, invece, si è diplomato  in economia e commercio all’università Cattolica, al pari del nuovo ministro del turismo e dello sport, Piero Gnudi.
Certo: aver frequentato ed essersi laureati in una università cattolica non comporta di per sé che ci si ponga automaticamente al servizio degli interessi profani del Cattolicesimo in generale e del Vaticano in particolare. Ciò nonostante, è noto e dimostrato storicamente che, in Italia, i diplomati della Cattolica fanno parte di una casta devota all’ateneo ed alla confessione religiosa che li ha prodotti; e che, nella stragrande maggioranza dei casi, essi sono convinti sia loro dovere tutelare e far progredire interessi e valori della parrocchia d’origine. Allo stesso modo, a ben vedere, dei giudei…
Questo elenco, parziale ma eloquente, si chiude con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, un organismo noto per la sua attività a livello internazionale forte di 50 mila aderenti dichiarati.
Siamo dunque ben lontani dall’immagine nient’affatto disinteressata diffusa dai media di un Governo di “tecnici”, in quanto tali assolutamente imparziali ed “oggettivi”.
Il Governo Monti, in realtà,  non è soltanto una equipe di managers, di banchieri e di docenti universitari: è anche, e soprattutto, una compagine benedetta dal Vaticano.
Lo conferma fra l’altro il fatto che, prima di recarsi per la prima volta al Parlamento, Monti si è affrettato a raggiungere l’aeroporto di Roma per salutare il Papa in partenza per l’Africa e per riceverne la benedizione.
Per chi crede a questi rituali scaramantici, è insomma il caso di “fare le corna”; e, in modo altrettanto scaramantico, di augurarsi che “dio ce la mandi buona”.
Anzi, meglio: che ce la mandino buona i Banchieri di Dio.
Amen.

Ravachol
In collaborazione con Eugenio Colombo