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Il (Contrap)Punto: il branco maledetto

“Rimarrò a combattere in Libia fino alla morte”
Dichiarazione del colonnello Gheddafi della metà-ottobre 2011

Le Bestie assetate di sangue raggruppate nel branco maledetto tristemente conosciuto con il nome di NATO sono tornate a dar prova della loro ferocia assassinando il colonnello Gheddafi.
A cui le multinazionali Usraeliane, le compagnie petrolifere, l’Internazionale di ogni forma di delitto da sempre nemica mortale dell’Umanità ed i loro numerosi e variegati servi non potevano perdonare di essere la guida di un popolo fiero che non obbediva agli ordini di potenze straniere, che viveva in un Paese prospero e ricco, nel quale il pieno impiego era garantito, le donne potevano studiare, dirigere la società e persino combattere; l’istruzione garantita e gratuita, la Sanità altrettanto gratuita ed ugualmente moderna; la solidarietà con i movimenti di liberazione di tutto il mondo, soprattutto dell’Africa, e con il popolo palestinese un dovere nazionale…
Le Bestie feroci agli ordini di un mulatto che, di nero, ha solo la coscienza e di un  Vespasiano convinto di essere la reincarnazione di Napoleone non potevano perdonare il colonnello Gheddafi.
Per tanti motivi, non solo per quelli che abbiamo appena ricordato.
Non hanno esitato ad assassinarlo come assassinarono il congolese Lumumba, il capitano Sankara, del Burkina Faso,  l’irakeno Saddam Hussein, il rumeno Ceaucescu…
Benché i rivoluzionari intransigenti non possano e non debbano mai parteggiare in qualche forma per i capi di Stato, in qualunque categoria essi pretendano di rientrare,  il rispetto per le doti di coraggio per chi ha combattuto fino alla fine, incarnando la voglia insopprimibile di autodeterminazione e di lotta contro l’imperialismo ed il neo-colonialismo per il quale sarà ricordato da milioni di africani amanti della vera libertà e da tutti i popoli che si oppongono alla politica criminale ed omicida della Bestia che si illude di poter schiavizzare facilmente ed impunemente l’Umanità, quando altri sono passati dai comitati centrali di partiti sedicenti “comunisti” ai consigli di amministrazione delle multinazionali o agli scanni dei governi filo-imperialisti, è un dovere a cui non vogliamo e non possiamo sottrarci.
Perché, come osservò una volta un compagno basco, “prostituirsi non è aprire le gambe ma chiudere gli occhi”.
Forse gli Assassini di ieri e di oggi, di sempre, non pagheranno mai tutto.
Ma un giorno, comunque, pagheranno. Se non loro, i loro servi ed i loro epigoni…

Luca Ariano