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E lei sarebbe un giornalista?

Qui di séguito pubblichiamo una”lettera aperta” ad un pennivendolo del quotidiano fascista romano IL TEMPO.
Lo facciamo per offrire il nostro modestissimo contributo alla campagna tendente a smascherare le infamie e le calunnie di cui è quotidianamente oggetto, qui da noi, l’attuale gruppo dirigente venezuelano.

La redazione web de IL BUIO.ORG

E Lei sarebbe un giornalista?

Ho letto il Suo ributtante articolo-intervista al fascista venezuelano Alejandro Peña Esclusa, il quale, dall’alto dello 0,04% preso alle elezioni del 1998, si presenta come “il capo dell’opposizione venezuelana“.

Lei evidentemente ignora, dimostrando così di non essere un giornalista e forse di non guardare nemmeno il telegiornale, che il vero capo dell’opposizione venezuelana si chiama Manuel Rosales e ha preso il 36,85% dei voti; è come se Lei avesse intervistato un naziskin e l’avesse presentato come leader della Casa della Libertà.

A cosa serve un giornalista che lavora così? O meglio: a chi serve? Certo non serve ai lettori, che si vedono propinate informazioni che non hanno la minima attinenza con la realtà (praticamente ogni parola detta da Peña Esclusa è una menzogna) da una persona che chiaramente sa a malapena collocare il Venezuela sulla mappa geografica (le do una mano: ha una forma più o meno triangolare, sta nella parte “alta” dell’America del Sud).

Serve però magari molto, questo tipo di disinformazione (fatta consapevolmente o dettata dall’ignoranza e dalla scarsa professionalità di giornalisti incapaci), a chi (USA, Vaticano, Fedecámaras ecc.) sta conducendo da anni una campagna vergognosa contro il governo bolivariano guidato da Hugo Chávez, con l’obiettivo di rovesciarlo e di instaurare in Venezuela un regime militare come quello di Pinochet, economicamente affidabile per gli Stati Uniti e capace, con una repressione selvaggia, di piegare la volontà di liberazione di quella nazione.

Ci hanno già provato, arrivando a un colpo di Stato (di cui Lei non fa menzione, probabilmente perché non è nemmeno venuto a saperlo, né si è preoccupato di informarsi prima di scrivere un articolo al proposito su un quotidiano nazionale).

Chi sta aiutando una dittatura qui non è Ken Livingstone (accusato, come il
moderatissimo sindaco fiorentino Domenici, di collaborazione col “dittatore”
Chávez per l’acquisto di petrolio a basso costo dal Venezuela – un accordo
commerciale che permetterà l’abbassamento del costo dei trasporti urbani
utilizzati dai lavoratori londinesi), chi sta aiutando una dittatura qui è Lei: una dittatura che fortunatamente non si realizzerà, però, con Suo grande scorno, perché i venezuelani l’hanno già respinta varie volte e continueranno a farlo.

Vuole un consiglio? Si informi dal suo collega Farina su come fare a lavorare per i servizi segreti: Lei ha tutte le carte in regola per fare un bel po’ di soldi diventando un nuovo “agente Betulla”. Magari lo 0,04% del ricavato potrà investirlo per comprarsi qualche libro da sfogliare prima di scrivere su ciò che non conosce.

Mauro Vanetti