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P.artito D.ei criminali

Che si scriva PD ma si legga Partito Dei criminali, i nostri venticinque lettori lo sanno bene.
E non lo sanno da oggi.
Men che meno lo sanno da quando, sulle pagine dei giornali, è scoppiato il caso-Penati. Uno che, arrivato nel Partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer (mai compagnia fu così mal assortita, mescolando indifferentemente cattolici papisti (Berlinguer) con agenti russi (Togliatti), vittime del Fascismo (Gramsci) con nullità di osteria di campagna (Longo)! – con le classiche “pezze al culo”, ha finito col vestire solo “grandi firme” dopo aver fatto carriera sulle spalle (ed alla faccia) del proletariato.
Il caso-Penati è comunque emblematico.
Per questo lo ripercorriamo brevemente, ad uso e consumo dell’indignazione dei nostri più affezionati lettori.
Diecimila euro di stipendio mensili; oltre 215 mila euro di portafoglio-spese a disposizione (per non parlare dell’autista e dell’auto-blu).
E poi i “collaboratori” e gli sgherri a ricoprire posti-chiave. In effetti, sono tempi difficili, questi, per Filippo Penati, già capo della segreteria politica di Bersani, indagato (Penati, non Bersani, almeno per il momento) per corruzione, concussione e finanziamento illecito. Tutti reati di cui è notoriamente costellata la storia del PCI fin dal momento della fondazione del Partito e che, fra l’altro, sono all’origine della prigionia di Gramsci  e della sua stessa morte…
Tempi difficili, questi, per Penati, dicevamo: ad iniziare dal lavoro.
Tra una cattedra da professore di educazione tecnica in una scuola statale (ma nessuno l’ha mai visto partecipare ad uno sciopero della categoria, figurarsi tenere una lezione) da una parte ed una poltrona da consigliere regionale dall’altra, il Nostro non ha avuto grossi problemi di scelta.
Da buon “comunista”-rinnegato, dopo aver lasciato la vice-presidenza della Regione Lombardia ed il Partito (ex PCI, ex PDS, ex tutto), anziché ritornare fra i suoi adorati alunni e meritarsi la fama di “maestrino dalla penna rossa”, Penati ha preferito protrarre ancora l’aspettativa e confermare il suo impegno in Regione.
E il suo posto di vice-presidente?
Occupato da tale Sara Valmaggi, ex assessore a Sesto San Giovanni; una che da vent’anni gestisce la raccolta fondi e l’organizzazione delle feste del PD a Milano, nonché referente e tesoriere per Penati durante le elezioni regionali e provinciali, infine beneficiaria di bonifici dell’associazione Fare Metropoli (creata proprio da Penati).
Come dire? Mai passaggio di testimone (il termine è da intendersi anche in senso giudiziario) fu più rapido, facile e scontato
Ma torniamo dal Nostro, lasciando andare alla deriva i suoi “compagni di merende”, rispetto ai quali ci sarebbero pagine e pagine di benefici, prebende ed affari poco chiari da scrivere.
Penati, nonostante sia indagato, come consigliere regionale riceve circa diecimila euro mensili. Adesso, in quanto capo del “gruppo misto” ha un portafoglio di 215 mila euro anni da gestire a propria totale discrezione. Come mai?
Be’, perché è l’unico iscritto al “gruppo misto”, un gruppo che, prima di lui (prima cioè che lui lo creasse a propria immagine e a misura del proprio privatissimo interesse), non esisteva, all’interno del consiglio regionale lombardo.
In quanto tale, in quanto unico iscritto, il “compagno” Penati, terrore della guardia di finanza, delle “toghe rosse” e del nucleo anti-evasori della polizia di Stato, gestisce 143 mila euro per i dirigenti, 46 mila per il personale e 26 mila per le spese di comunicazione e di rappresentanza. Oltre ad uffici, segreterie ed altro ancora.
Tutti questi soldi per un tale senza storia e senza meriti indagato per reati gravi, infamanti e squallidi, degni di un socialista della tendenza Craxi.
Finalmente appare chiaro perché, proprio con i citati socialisti di Bottino Craxi, i “compagni” del Partito a cui ha dato lustro (e qualcos’altro, gelosamente custodito nei forzieri d chissà quale banca) il Nostro cercavano di costruire una “casa comune”.
Senza sapere che, per loro e per quelli come loro, esisteva già: la casa circondariale di san Vittore!

Eugenio Colombo