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L'eroismo italiota

“Se, come osservò G.B. Shaw, gli Stati Uniti sono il Paese che è passato dalla Barbarie alla Decadenza senza attraversare la fase della Civiltà, l’Italia le ha saltate tutte. Perché non ne ha conosciuta nessuna.”
Anonimo Padano

C’era da immaginarlo.
Che i “valorosi”, “coraggiosi” ed “eroici” (un aggettivo che ormai non si nega più a nessuno, come i funerali in chiesa per i suicidi, per non parlare della comunione ai boia) mercenari del “corpo di spedizione” (leggi, correttamente, occupazione) in Afghanistan tanto valorosi, coraggiosi ed eroici non lo fossero poi tanto. Anzi: non lo fossero proprio per niente.
E c’era da immaginare anche che questi soldati prezzolati, costretti dal loro infimo quoziente di intelligenza a scegliere fra dar sfogo ai loro istinti più bestiali da una parte ed andare a lavorare dall’altra, stupidi e corrotti lo fossero e lo siano senz’altro.
A questa conclusione si arriva anche dopo la divulgazione del contenuto dei cablo segreti della diplomazia statunitense, resi noti da WikiLeaks.
Essi contengono infatti una rivelazione clamorosa, confermata dal settimanale L’Espresso del 10 agosto 2011: George W. Bush ha chiesto personalmente a Silvio Berlusconi di farla finita con le tangenti ai miliziani fondamentalisti nel corso del primo summit dopo il ritorno al potere del centro-destra, ottenendo “la promessa del Cavaliere di andare a fondo della questione”.
I documenti riservati di Washington mostrano come il problema fosse diventato fondamentale per gli yankees, i quali seguitavano a ricevere rapporti dai loro servizi di informazione e dagli altri Paesi presenti in Afghanistan sempre più insofferenti per la “scorciatoia” usata dagli Italiani per pacificare le zone affidate al loro controllo.
Secondo gli yankees, “i pagamenti per la protezione” servivano a sancire tregue tra le truppe di Roma ed i partigiani nei territori più “caldi”.
Altro che accoglienza favorevole della popolazione locale agli Italiani ed alla loro opera di aiuto e di assistenza, peraltro tipica dello “spirito Italico”, notoriamente “pacioso, amichevole e umanitario”!
“Faremo pressioni perché le truppe (italiane, ndr) assumano un atteggiamento più attivo contro gli insorti. Daremo anche un forte segnale opponendoci all’abitudine del passato di pagare denaro per ottenere protezione e negoziare riscatti per la liberazione di persone rapite”, afferma l’ambasciatore Ronald Spogli all’immediata vigilia dell’insediamento del nuovo governo.  (aprile 2008).
Il 6 giugno, Spogli incontra Berlusconi e Letta: “L’ambasciatore ha detto a Berlusconi che continuiamo a ricevere fastidiosi resoconti sugli italiani che pagano i signori della guerra locali e altri combattenti. Berlusconi si è detto d’accordo che ciò vada fermato”, riferisce WikiLeaks.
Quattro mesi dopo, la situazione non è cambiata affatto.
Spogli è ancora più duro. Pur lodando la decisione di concentrare 2200 soldati nella Regione Ovest, non esita a sottolineare l’importanza della faccenda-tangenti: “Disgraziatamente, l’importanza del contributo è messa a repentaglio dalla crescente reputazione negativa degli italiani che evitano i combattimenti, pagano i riscatti e denaro per ottenere protezione” (la sottolineatura è nostra).
Questa “reputazione” è fondata in parte su semplici voci, in pare su informazioni dei servizi segreti: “resta comunque il fatto che gli italiani hanno perso 12 soldati in Afghanistan, meno di gran parte degli alleati con responsabilità simili”.
C’è da aggiungere, a questo punto, che i fondi per le “operazioni coperte” (leggi: per l’attività di corruzione) in Afghanistan sono state gestite dal SISMI, all’epoca diretto dal famigerato Nicolò Pollari.
Un anno dopo, nel 2009, The Times del gruppo Murdoch, pubblica in prima pagina un articolo molto informato sulle tangenti italiote ai Talebani per “decine di migliaia di dollari”, una cifra che, naturalmente, la recente finanziaria del Chiavaliere Nazionale non contempla in nessun modo e sotto nessuna voce.
Un solo brevissimo commento: dopo il mito degli “Italiani brava gente”, quello altrettanto idiota e fascistoide dei “Soldati italiani eroici combattenti” conosce dunque un momento di crisi.
Catastrofica allo stesso modo di quella economico-finanziaria che prelude a conflitti armati in cui, probabilmente, gli “eroici soldati italiani” saranno impiegati solo per distribuire mazzette.
Attività in cui, il popolo da essi rappresentato, eccelle da sempre…

Luca Ariano