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Confusione di lingue

Uno dei miti più diffusi nel mondo recita così: solo gli ebrei sono semiti.

Non è affatto vero.

Se si indaga sull’origine della parola, si scopre facilmente che essa ha a che fare con un gruppo linguistico. E nient’altro.
Secondo i più esperti linguisti, le lingue semitiche sono:

a) l’Amarico (parlato in Etiopia ed in Eritrea, terre un tempo conosciute con il nome di Abissinia);
b) l’Arabo (parlato in tutti i paesi arabi ed in molti paesi musulmani, in quanto lingua del Corano);

c) l’Aramaico (parlato soprattutto dai Caldei dell’Irak e da alcuni Cristiani Cattolici e Maroniti nel mondo, almeno nelle loro funzioni religiose);


d) il Siriano (parlato in alcune regioni della Siria e del Medio Oriente).

Incidentalmente, secondo la maggior parte dei linguisti, Abramo, il “padre” degli ebrei e dei musulmani, parava Aramaico, lingua di quei luoghi in quei tempi, e non l’ebraico.
Gli attuali ebrei nacquero nel Medio Oriente, e sono conosciuti come Ebrei sefarditi. Parlavano una lingua semitica, l’ebraico per l’appunto, fin dalla loro comparsa, ma anche l’Aramaico, l’Arabo e l’Amarico, a seconda della loro localizzazione, a Gerusalemme o in altre città.

Così, definire “antisemita” una persona che critica l’Entità sionista, il sionismo o i sionisti è semplicemente un non senso.
Tale persona è semplicemente critica dell’Entità sionista, del sionismo e dei sionisti.

Allo stesso modo, se una persona si esprime contro gli arabi, può essere definita anti-araba, ma non anti-semita.

In entrambi i casi, la persona dei nostri esempi può essere tutto fuorché un “antisemita”

L.A.